PoeticaMenta: premio per la sezione poesia a Maria Serena Patriarca

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La prima edizione del concorso PoeticaMenta ha premiato la poesia “Santa Maria della Pietà” di Maria Serena Patriarca.

Uno scatto della giornalista Maria Serena Patriarca, vincitrice nella sezione Poesia del concorso PoeticaMenta

È la giornalista professionista Maria Serena Patriarca, specializzata in viaggi e benessere, la vincitrice della sezione poesia del concorso PoeticaMenta di Pancalieri. Nata a Roma si definisce “cittadina del mondo“: ha studiato all’università ad Amsterdam, vivendo per vari anni in Olanda e ancora oggi viaggia spesso in quanto reporter di viaggio per il quotidiano Il Messaggero.

È inoltre scrittrice: da anni compone poesie, pubblicando 4 libri con Aracne Editore e NeP Edizioni. Cura un web magazine “Viaggi e Volti Travels and People Discovery”, dedicato ai viaggi, alla cultura, alle genti del mondo. Per la pagina dedicata alla salute e al benessere del Messaggero per anni si è occupata di disabilità fisica e mentale.

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“Sono onorata per questo riconoscimento. I versi della poesia che avevo inviato per il Premio sono stati ispirati dalla realtà dell’ex manicomio romano Santa Maria della Pietà. Abito a Roma e, talvolta, passando con l’auto davanti a quelle palazzine circondate da giardini, e osservando i murales dipinti nelle vicinanze, mi sono chiesta quali storie tristi e angoscianti racchiudono quelle mura. E mi è sembrato giusto, nel mio piccolo, dar voce a qualche grido disperato, e ignorato, di chi in quelle stanze un tempo è stato costretto a finire, in isolamento dal mondo, i suoi giorni”, spiega Patriarca. 

E prosegue: “Il protagonista della storia che ho raccontato in versi non ha nome, è semplicemente un altro, un diverso, catalogato come un pazzo dai medici, forse solo ipersensibile, o disadattato rispetto al pensare comune. Nella mia vita la cosa che faccio meglio è scrivere: ho giocato, in senso serio, con le parole, per trasmettere un’emozione e un messaggio di inclusività per tutti coloro che -ancora oggi- la nostra società taccia come strani, diversi, scomodi, o comunque da tenere in disparte o deridere, oppure da catalogare con etichette psichiatriche dove si nasconde tanto, troppo altro non indagabile attraverso gli occhi razionali della scienza. La cultura della poesia, e la poetry therapy, sono un ponte verso una nuova cultura che metta al centro le emozioni dell’uomo, con l’auspicio che fin dall’infanzia, a scuola oltre che in famiglia, si educhi all’accettazione dell’altro, alla gioia, al rispetto della diversità, qualsiasi essa sia“.

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