Cammarata (Forza Italia) boccia le primarie del centrodestra

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Cammarata«Uniti possiamo vincere. Ma vincere non basta: occorrono idee per cambiare». Alessandro Cammarata, referente di Forza Italia a Carmagnola, lancia un messaggio chiaro ai possibili partner della coalizione di centro-destra in vista delle prossime elezioni municipali. «Serve programmare una netta inversione di rotta rispetto alla situazione attuale per far ripartire la nostra città, che negli ultimi cinque anni si è drammaticamente fermata –prosegue il consigliere comunale del Pdl- Dobbiamo ricominciare a progettare lo sviluppo economico e sociale; Carmagnola deve tornare a essere un posto “appetibile” in cui vivere, mentre ora gli abitanti stanno calando».

Al primo posto della propria battaglia politica, Cammarata pone senza dubbio il tema della difesa dell’ospedale San Lorenzo, in opposizione al progetto di ospedale unico dell’Asl TO5 promossa dalla Regione e recentemente sottoscritta dal sindaco Silvia Testa. «Il San Lorenzo, insieme alla stazione, rappresenta l’ultimo servizio pubblico essenziale sul nostro territorio: per questo è fondamentale opporsi alla sua chiusura. Carmagnola non può perdere altri servizi! E non dimentichiamo che un ospedale significa anche indotto economico». Quali altri settori necessitano, a suo avviso, di attenzione da parte dell’Amministrazione che verrà? «Dobbiamo ragionare sul tema dei rifiuti, sulla riorganizzazione della “macchina” comunale e sul rilancio dell’economia, ad esempio puntando sullo sviluppo della logistica –aggiunge- Per questo, come centro-destra, dobbiamo presentare delle solide proposte. Poi si ragionerà sulle coalizioni e sui nomi, ricordandoci che gli “apprendisti stregoni” non servono a nessuno».

Cosa ne pensate delle primarie? «Sono uno strumento a cui noi non crediamo –taglia corto Cammarata- Anche a sinistra, comunque, ritengo che siano state proposte adesso per rifarsi una sorta di “verginità” politica rispetto all’attuale Amministrazione, pur avendola sostenuta per quattro anni e mezzo».

Francesco Rasero