Carignano: i bambini autori del libro “Scrittori per caso in viaggio” si raccontano

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Si raccontano in un’intervista i tre bambini che hanno scritto il libro “Scrittori per caso in viaggio” insieme a due componenti del gruppo DonneInsieme di Carignano e un’infermiera.

bambini scrittori
Carignano: i bambini che hanno scritto il libro libro “Scrittori per caso in viaggio” si raccontano a “Il Carmagnolese”

Nihal El Ouadih, Federica Guaglione e Gabriele Lupi: sono questi i nomi dei tre bambini che hanno scritto il libro “Scrittori per caso in viaggio” grazie all’aiuto delle due componenti del gruppo DonneInsieme di Carignano, Michaela Scarino (vice-presidente) e Sylvie Borriello, e dell’infermiera Lorena Stievano.

Le storie, nate all’interno del progetto sperimentale “Scrittori per caso” in collaborazione con l’Associazione genovese “Il porto dei piccoli”, si sviluppano nel corso del primo lockdown all’Ospedale Regina Margherita di Torino.

É proprio durante le loro sedute di dialisi che i piccoli pazienti danno sfogo alla propria immaginazione sotto l’attenta guida di Michaela Scarino che li intrattiene a distanza con questa attività ludico ricreativa, data l’impossibilità di far visita ai bambini in ospedale. Un grande aiuto arriva poi dalle infermiere, in particolare da Sylvie Borriello e Lorena Stievano, le quali assistono i piccoli, li fanno divertire e risolvono gli eventuali problemi di connessione.

“Scrittori per caso in viaggio”, un libro scritto da adulti e bambini

I piccoli scrittori si presentano 

A comparire davanti alla webcam sono stati Nihal e Gabriele; Federica si è connessa invece per chiamata. Oltre che dal libro e da un enorme coraggio, sono legati da una grande fantasia che permette loro non solo di inventare storie ma anche di dedicarsi a interessi diversi.

Dall’inizio dell’intervista di Nihal ha conquistato il sorriso, che è rimasto stampato sul suo volto nel corso dell’intera chiamata: 13 anni, dolce e creativa, adora pitturare e creare brevi filastrocche. Accanto a hobby più artistico-letterari, si trova anche un forte interesse per il campo medico: “Mi piace giocare a curare le persone e da grande mi piacerebbe diventare una dottoressa o un’infermiera“.

Gabriele, di 11 anni, al contrario, è stato descritto da Lorena e Sylvie come un ragazzo furbo come una volpe e testardo. Con una passione per i videogiochi e un talento nel disegno, pensa di diventare un professore di arte in futuro.

Federica, poco più grande di Nihal, è molto interessata al mondo della moda. Forte e gentile, in futuro vorrebbe intraprendere una carriera da stilista: al momento, sta compiendo i primi passi in questo mondo, seguendo dei corsi di taglio e cucito, durante i quali ha già imparato a realizzare delle gonne.

Gli stessi scrittori hanno impersonificato all’interno della storia i protagonisti del libro: nel racconto, Nihal è Stella Fantastica; Federica si è trasformata in Maga Puffa e Gabriele è diventato Giumberto Caccamo. Ma non solo: anche Lorena e Sylvie sono apparse nel libro sotto le rispettive vesti di Smemorina e Smemoranda, due topoline attaccate per la pelle del sottocoda, così come Michaela, che ha preso il nome di Gatta Arruffata ed è divenuta la narratrice della storia.

Raccolta fondi di DonneInsieme Carignano per i bambini in dialisi

In particolare, la scelta dei nomi e del modo di essere dei personaggi ha ripreso parte delle caratteristiche dei piccoli autori. “Stella fantastica“, per esempio, è legato al significato di Nihal in italiano, che indica in arabo una stella della costellazione della lepre. Come ha spiegato la tredicenne, alcuni dei lati in comune con la protagonista sono la volontà di avere sempre con sé uno zaino con molti oggettini non sempre utili e qualche sbadataggine ogni tanto, che la porta, a volte, a essere in ritardo agli appuntamenti.

Federica ha scelto, invece “Maga Puffa” dal desiderio di rendere originale la figura della strega, una delle creature del mondo magico che la affascinano maggiormente, e dalla sua passione per gli esperimenti, un interesse che si ritrova anche nel personaggio.

Giumberto Caccamo“, infine, è nato dalla volontà di creare un nome buffo e particolare: una delle caratteristiche che il protagonista condivide con Gabriele è l’avversione verso criceti e castori anche se, come ha sostenuto lo stesso bambino, “non fanno niente di male“.

Trascorrere il tempo della terapia immaginando le storie è stato divertente, tanto che i tre bambini hanno già tante idee in mente per delle nuove avventure e non vedono l’ora di poter proseguire il progetto conducendo i propri personaggi alla scoperta di altri mondi.

Relativamente agli insegnamenti che questa esperienza ha lasciato, le risposte che i piccoli hanno dato sono principalmente due: Nihal ha affermato che scrivere con altre persone l’ha aiutata a migliorare le sue capacità di lavorare in gruppo. Federica, invece, ha sottolineato maggiormente l’importanza che questa attività ha avuto nel superare la sua timidezza e nell’affrontare in modo divertente le sedute di dialisi.

Infine, rimangono aperte le possibilità riguardanti la stesura di un ipotetico libro quando saranno più grandi. In particolare, sono le due autrici ad essere più interessate a un simile progetto futuro: alla domanda sul soggetto dell’eventuale racconto, Nihal ha risposto “Mi piacerebbe raccontare la storia di alcuni topolini che sconfiggono il Covid-19“, mentre Federica conclude: “Non so ancora con esattezza su cosa mi piacerebbe scrivere, ma forse vorrei parlare di ciò che ho vissuto in questi anni“.

Il gruppo “DonneInsieme” di Carignano programma il 2021

I commenti sul progetto

Al termine dell’intervista ai bambini, è intervenuta Alice Maggiore, referente dei rapporti con le famiglie dell’Associazione “Il porto dei Piccoli”, che ha dichiarato: “Non c’è dubbio sulla qualità del progetto svolto: è stato fatto un ottimo lavoro di creazione e costruzione delle storie e collaborazione tra i bambini e si è saputo trarre da questa situazione di pandemia e di isolamento un’attività per trovare una parentesi di serenità“.

Scarino ha poi aggiunto: “É stata un’esperienza bellissima, non solo per i piccoli, ma anche per gli adulti: Nihal, Gabriele e Federica hanno una fervida immaginazione ed è stato molto divertente ascoltarli e mettere per iscritto tutto ciò che pensavano. Legata alla stesura del libro, vi è poi un’attività di interpretazione del libro, volta a insegnare ai bambini a recitare le battute dei loro personaggi attraverso esercizi vocali e scioglilingua“.

La vice-presidente dell’Associazione carignanese ha infine concluso: “L’obiettivo di DonneInsieme è di sostenere progetti simili, in modo che possano essere estesi anche in altri reparti e, perché no, anche in altri ospedali“.

Il libro “Scrittori per caso in viaggio” è venduto esclusivamente tramite Amazon: l’intero ricavato sarà destinato a una gita fuoriporta a Genova per i bambini del reparto. É inoltre possibile contribuire economicamente tramite l’acquisto di pacchettini beauty, partecipando così alla raccolta fondi organizzata da DonneInsieme.

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