Il Comune di Carmagnola rafforza la raccolta di abiti e accessori usati, affidandosi ai contenitori stradali di Humana e potenziando la videosorveglianza. Pampaloni: «un servizio che sta dando ottimi risultati ma va usato in modo responsabile da tutti».

Il Comune di Carmagnola ha approvato un’importante modifica al servizio di raccolta di abiti e accessori usati, decidendo di gestirlo a parte rispetto all’appalto generale con il Consorzio Chierese per i Servizi.
Il provvedimento varato dalla Giunta Gaveglio ad aprile prevede infatti l’esclusione degli attuali contenitori al centro di raccolta di via Monteu Roero, andando invece a “regolarizzare” i quattordici contenitori stradali già presenti sul territorio comunale grazie alla convenzione con Humana People to People.
«Carmagnola ha ottimi dati, con 234 tonnellate raccolte complessivamente all’anno, in gran parte grazie ai contenitori Humana posizionati in punti strategici della città», spiega l’assessore all’Igiene urbana, Massimiliano Pampaloni, sottolineando come questo valga un aumento del +0,2% di raccolta differenziata (che già sfiora il 90%).
Parallelamente, invece, il Comune sta via via dismettendo i punti di raccolta dei vestiti usati presenti nelle scuole, ormai poco utilizzati, che intercettano meno di 4.000 chili all’anno in totale.
«Humana garantisce svuotamenti medi di quattro volte a settimana ed è molto efficiente sia nel riuso sia nel riciclo, riuscendo a mantenere il servizio nonostante il settore abbia subito un crollo dei ricavi del 90% dal 2019 a oggi -aggiunge Pampaloni- Questa riorganizzazione, infatti, tiene conto anche dei cambiamenti del settore: la sovrapproduzione di capi a basso costo e la rapida obsolescenza della moda hanno infatti ridotto la qualità del materiale raccolto, aumentando la quota di rifiuto non recuperabile».
I capi in buono stato e più duraturi, infatti, vengono reimmessi nel mercato dell’usato o destinati a iniziative solidali, mentre quelli non riutilizzabili sono trasformati in nuovi filati, ma ovviamente con margini decisamente minori.
Per il Comune, comunque, l’operazione comporterà anche un risparmio economico per le casse civiche: circa settemila euro all’anno rispetto alla gestione attuale, a fronte di un costo complessivo del servizio stimato in quasi 30 mila euro annui.
«È importate vedere questi contenitori come un servizio aggiuntivo e un beneficio per i cittadini, perché consente di evitare che questi materiali finiscano nell’indifferenziato, incidendo sul conteggio degli svuotamenti del “bidone nero” e, quindi, sulla TARI», sottolinea l’assessore.
Non mancano però le criticità legate agli abbandoni: «alcuni utilizzano impropriamente i contenitori come svuota-cantine. Non deve essere così: serve un uso responsabile di questo importante servizio».
Per contrastare il fenomeno, tutti i quattordici contenitori stradali sono stati posizionati in aree videosorvegliate, anche grazie alla stretta collaborazione con alcuni soggetti privati: «grazie anche alle telecamere, negli ultimi mesi abbiamo già individuato e sanzionato diverse persone», conclude Pampaloni.












































