Nell’ambito della media partnership con Letti di Notte 2026 a Carmagnola, “Il Carmagnolese” intervista i protagonisti “dietro le quinte” del Festival: si parte con Elena Piazza (Essenza Danza), che firma sigla e coreografie dedicate ai vari autori ospiti.

Prende il via questa sera Letti di Notte 2026 e, in qualità di media partner, “Il Carmagnolese” intervista i protagonisti “dietro le quinte” del Festival letterario-pop di Carmagnola: si parte con Elena Piazza, titolare di Essenza Danza e autrice delle coreografie che accompagnano i vari scrittori ospiti della kermesse.
Partiamo con una breve biografia: chi è Elena Piazza?
Studio danza dall’età di tre anni e la insegno ormai da trenta. Ho studiato con grandi nomi e grandi maestri: Don Marasigan, A. Della Monica, J. Fontano, R. North, G. Loringette, G. Caire, D. Chinini, F. Dorato e molti altri, passando dalla tecnica classica al modern-jazz, teatro danza e contemporaneo, di cui sono istruttore nazionale. Ho un diploma in discipline coreutiche al Teatro Nuovo di Torino (con votazione 100/100, unico candidato dell’anno ad averlo raggiunto, ndr) più un master in giocodanza a Roma (anche qui con il massimo dei voti per il nord Italia, ndr) e un master in Danza contemporanea. Oggi insegno, dedicandomi alla messa in scena di spettacoli ed eventi: curarne la coreografia, in particolare la regia, mi piace tantissimo!
Qual è il suo spettacolo-musical preferito, che vorrebbe aver coreografato?
Musical ne ho due che porto nel cuore: “Aggiungi un posto a tavola” e, dall’età di otto anni, “Grease”: allora lo vidi al cinema e, in seguito, altre mille volte a teatro negli anni… è in assoluto il mio preferito. Come spettacolo in quanto balletto di repertorio direi invece “La Fille mal Gardée”: splendido, per musiche, coreografie d’insieme e colori.

Da quanto tempo collabora con Letti di Notte e in che modo?
Ho iniziato nel 2021, prima edizione post Covid, firmandone la sigla. Come poi ho fatto in tutti gli anni a venire, fino a oggi. Inoltre, con il passare delle edizioni, ho iniziato anche a curare la messa in opera degli omaggi coreografici dedicati all’autore presente ogni sera.
Qual è il suo ricordo “indimenticabile” legato al Festival?
Tutti gli autori creano ricordi e tanti di loro, apprezzando la coreografia dedicata, ci hanno dedicato parole davvero lusinghiere, che entrano nel cuore. Potrei forse citare Mario Monti, il quale disse che mai aveva visto danzare l’inno d’Italia. O Rita Pavone, incantata per la performance ballata dedicata alla sua carriera. O, ancora, Daniele Bossari, che ci tenne a ringraziarmi a fine serata. Splendide serate. Splendidi ricordi.
Di cosa si occuperà in questa edizione?
Curerò nuovamente le coreografie degli omaggi agli autori, in alcune sere a quattro mani con la mia collega Marta Lembo, e ho firmato nuovamente la sigla. Ci vediamo alla Vigna, da questa sera!











































