«Ho visto trasformarsi Carmagnola e il suo commercio»

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Intervista a Emanuele Torazza, storico negoziante di via Valobra a Carmagnola, che nelle scorse settimane ha definitivamente chiuso il suo negozio di frutta e verdura: «la città e il mondo del commercio sono cambiati tantissimo».

commercio a Carmagnola
Il negozio, ora chiuso, della famiglia Torazza in via Valobra, per 87 anni un punto di riferimento del commercio a Carmagnola

Per oltre quarant’anni, dal suo negozio di frutta e verdura in via Valobra, ha avuto un punto di osservazione privilegiato su Carmagnola e sul mondo del commercio locale. Ora, da alcune settimane, Emanuele Torazza è in pensione: “Il Carmagnolese” lo ha intervistato.

«Mi mancherà il contatto con la gente, quel negozio è stata la mia vita -ammette, ricordando come l’attività fosse stata avviata già dai nonni, nel 1937- Per cui, in verità, si è chiusa una realtà aperta da ben 87 anni».

Il cartello di “saluto” ai clienti affisso da Emanuele Torazza sulla porta di ingresso del suo ex negozio in via Valobra

Come ha visto cambiare il mondo del commercio carmagnolese nel corso degli anni?
Si è trasformato tantissimo. Oggi c’è molta meno gente adesso in centro rispetto a una volta, perché con la nascita dei centri commerciali le persone hanno iniziato ad andare anche là. Pure con il Covid è cambiato parecchio, con molti negozi che sono stati costretti a chiudere. Io, trattando roba locale e merce a “chilometri zero”, il lavoro ce l’avevo comunque, perché con i prodotti freschi i clienti non mi mancavano. Ma l’impatto generale è stato considerevole.

Come sono stati quei mesi, segnati dal Coronavirus?
Durante la pandemia io facevo molte più ore di lavoro rispetto al normale: siamo sempre rimasti aperti e la gente faceva la coda. I clienti iniziavano a venire dalle 6:30 del mattino e facevo anche consegne a domicilio. Ovviamente ho dovuto adottare tutte le misure, ma molti arrivavano sin dalla prima mattina proprio per non trovare assembramento, in quanto al negozio si entrava uno per volta.

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Qual’è stato il punto più alto della sua attività?
Io ho iniziato negli anni Ottanta e ho lavorato per 42 anni, I picchi sono stati intorno agli anni Duemila. Avevo un bel rapporto con la clientela, i clienti più stretti hanno frequentato il mio negozio in tuti questi decenni ed eravamo ormai amici, per cui sono rimasti sorpresi dalla chiusura. Alcuni di loro mi hanno chiesto di continuare, altri addirittura sono rimasti delusi.

Cosa le mancherà di più del suo lavoro?
Sicuramente i rapporti quotidiani con le persone: io parlavo molto sia con i clienti sia con i fornitori, alcuni dei quali sento ancora adesso. Il negozio è sempre stato della famiglia Torazza ed è passato dai miei nonni ai miei genitori e infine a me. Mi mancherà un pò, è stata la mia vita. E, forse, anche un pezzo della storia di Carmagnola…

Giuseppe Crupi

Distretto urbano del Commercio di Carmagnola “oltre il traguardo”