Mondo in Cammino, la solidarietà non si ferma

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Ripartiti a pieno regime i progetti solidali dell’Associazione carmagnolese “Mondo in Cammino” nelle terre di Chernobyl, e non solo.

mondo in cammino scuola di Radinka foto di Francesco Rasero
Bambini della scuola di Radinka, in Ucraina, a ridosso della “zona rossa” di Chernobyl: anche durante il lockdown non si è fermata la solidarietà da parte dell’Associazione carmagnolese Mondo in Cammino [foto di Francesco Rasero]
Sono ripartiti a pieno regime i progetti solidali dell’Associazione carmagnolese “Mondo in Cammino” (MIC), che in questi mesi non ha comunque mai interrotto le proprie attività, a partire dalla somministrazione dei pasti “puliti” ai bambini di Radinka, in Ucraina, nelle terre contaminate da Chernobyl.

Nel corso della primavera sono stati anche raccolti 4.500 euro a favore delle popolazioni colpite dai recenti incendi nei pressi dell’ex centrale atomica ed è nato il gruppo ufficiale Mic Ucraina.

A breve verrà rilanciato il crowdfunding per sostenere la ricostruzione, sempre a Radinka, della locale Casa della Cultura e ripartirà anche il progetto del doposcuola a Dubovy Log, in Bielorussia, a partire dalla ricostruzione della sede che era stata vandalizzata lo scorso dicembre.

Mondo in Cammino per la nuova Casa della Cultura di Radinka

Annunciato inoltre l’avvio di un’iniziativa -dal titolo “Teniamo memoria”– per raccogliere testimonianze nei centri più colpiti dal Coronavirus nella Bergamasca: la campagna fondi sarà lanciata in autunno.

Sospese invece, per il momento, le manifestazioni dedicate ai 15 anni dell’Associazione, “in quanto prevedono eventi con aggregazione di persone”.

Commenta il presidente di Mondo in Cammino, Massimo Bonfatti: “La cosa più importante, in sede di assemblea, è stato il lancio della terza parola d’ordine associativa. Dopo “Il volontariato fatto con i piedi” e “Non esiste solidarietà senza rispetto dei diritti umani”, la nuova è: “Il cammino della verità è solo oltre”. Dopo le esperienze che in questi 15 anni hanno già affiancato la ricerca della verità, soprattutto correlate alle vicende dell’imprigionamento di Yuri Bandazhevsky e dell’assassinio di Anna Politkovskaya, MIC ribadisce con più fermezza che alla base della ricerca della verità c’è il dubbio che la sorregge e la necessità di non soffermarsi alla prima interpretazione, ma di andare oltre o per confermarla o per accorgersi che è altra e diversa rispetto a quella propinata inizialmente. Inoltre nell’avverbio “oltre” c’ è l’affermazione del movimento, ovvero che la verità non è statica, ma richiede sempre un cammino da percorrere“.

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