Nuovi percorsi e attività all’ecomuseo della canapa di Carmagnola

1075

A Carmagnola, l’ecomuseo della Cultura della lavorazione della canapa si rinnova, proponendo percorsi interattivi e attività digitali.

ecomuseo della canapa
L’Ecomuseo della canapa di Carmagnola proporrà nuovi percorsi digitali, all’insegna dell’inclusione.

L’Ecomuseo della canapa di Carmagnola va incontro a un rinnovamento: saranno realizzati nuovi allestimenti all’insegna della tecnologia, per rendere più coinvolgenti i percorsi dedicati a questa coltura tradizionale del territorio e alle storiche pratiche di lavorazione della corda.

“Il Carmagnolese” ne ha parlato con Brigitta Zunino, presidente dell’Associazione MuseInsieme, che si occuperà del nuovo allestimento insieme al Comune di Carmagnola.

Nuovo allestimento multimediale per l’ecomuseo della Canapa di Carmagnola

In che cosa consiste questo intervento previsto all’ecomuseo della canapa di Carmagnola?
Si tratta di un percorso di riqualificazione del museo: la nostra Associazione ha infatti vinto un bando del Comune, in collaborazione con la Fondazione CRT. L’allestimento sarà costituito da nuovi pannelli espositivi, per illustrare le caratteristiche della canapa e della lavorazione della corda, in un preciso contesto storico e territoriale.

Come sarà impostato il nuovo percorso?
Abbiamo voluto dare un’impostazione diversa dal solito, decidendo di fare degli approfondimenti sul mestiere dei cordai e su scoperte e usi moderni della canapa. I cartelloni non presenteranno solamente immagini e testi, ma anche un’introduzione al contesto carmagnolese della canapa. Il museo, va ricordato, si trova in una tettoia, in cui, una volta, i cordai presentavano il proprio lavoro. Poiché la maggior parte dei professionisti non c’è più, la trasmissione delle testimonianze è però oggi diventata molto più difficile. Perciò il museo ha perso il suo spirito di divulgazione. Al momento, i numerosi oggetti presenti nella tettoia sono come privi di una storia e di qualcuno in grado di raccontarla. Da qui la necessità di rivedere alla radice l’organizzazione dell’ecomuseo.

Via libera agli alimenti derivati dalla canapa

Sono previste quindi delle novità digitali?
Sì: vogliamo puntare molto sull’apparato comunicativo e divulgativo, con l’obiettivo di renderlo accessibile a tutti. Attraverso un QR code, si potrà accedere ai contenuti multimediali, disponibili anche in inglese e in francese.
Sul sito, sarà presente anche una raccolta di fotografie e di video dei cordai, raccolte in un unico “archivio digitale”.

Avete pensato alla fruizione da parte di categorie particolari, come bambini, disabili o anziani?
Gli anziani potranno consultare i contenuti su dispositivi particolari, simili a tablet, con le opzioni di ingrandimento dei caratteri o di auto lettura.
Abbiamo poi rivolto la consultazione digitale ai più piccoli, che non hanno più familiarità con il lavoro dei cordai e che potrebbero sentirsi più vicini a loro, attraverso la tecnologia. Inoltre, si potrà fare un tour virtuale dell’ecomuseo, con oggetti 3D e un repertorio di gaming sulla canapa per i bambini.
Con l’associazione torinese Cityfriend, infine, abbiamo curato percorsi accessibili ai disabili, ai non vedenti o alle persone affette da autismo.

Quando sarà possibile visitare l’ecomuseo della canapa con il nuovo allestimento interattivo?
Vorremmo che entro il primo weekend di aprile fosse aperto al pubblico, ma dipenderà dalla situazione legata al CoronavirusIl progetto sarebbe dovuto partire nel settembre 2020 ma, già a causa delle restrizioni, è stato approvato a fine dicembre. Si spera che la maggior parte del lavoro inizi a breve e sia terminato entro la fine di marzo, in prossimità della riapertura.

Una proposta per tutelare e proteggere la canapa piemontese