Le vecchie bambole per l’inclusione dei ragazzi speciali di “Angeli di Ninfa”

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L’associazione carmagnolese “Angeli di Ninfa” terrà un laboratorio insieme a Rebecca di Biagio, ideatrice del progetto “Adotta una Barbie”, per l’inclusione dei ragazzi autistici.

angeli di ninfa barbie
Rebecca di Biagio, ideatrice del progetto “Adotta una Barbie”, aiuterà l’associazione “Angeli di Ninfa” nelle attività di restauro delle bambole.

L’Associazione carmagnolese “Angeli di Ninfa”, dedita all’inclusione di ragazzi autistici, organizzerà corsi di restauro di vecchie bambole con l’aiuto della milanese Rebecca di Biagio, ideatrice del progetto “Adotta una Barbie“.

I partecipanti al laboratorio ridaranno vita ai giocattoli, che in seguito verranno donati.

Stiamo ancora strutturando le attività, che partiranno quanto prima -spiega Antonella Cavallini, vice presidente dell’Associazione “Angeli di Ninfa”- Sarà rivolto a utenti affetti da autismo o disabilità e vedrà la personalizzazione di bambole, non solo di Barbie. I ragazzi si occuperanno di alcuni passaggi della lavorazione, per “ridare vita” alle bambole, sotto la supervisione di Rebecca di Biagio. Le creazioni verranno poi destinate ai reparti pediatrici degli ospedali, alle case famiglia e alle associazioni del territorio. È anche un modo per sostenere l’ambiente: le bambole vecchie vengono infatti spesso buttate, ma mai riciclate”.

Le attività, per il momento, saranno virtuali: “Vista la situazione attuale, non sarà possibile lavorare in presenza -interviene Rebecca di Biagio– Sono già state organizzate riunioni di gruppo con i membri dell’associazione, per presentare ai ragazzi il progetto. Nel frattempo, sto preparando alcune video-lezioni su come sistemare le bambole, concentrandomi sugli aspetti pratici. Ci serviremo di materiali che già abbiamo, per quanto possibile“.

Il progetto con Angeli di Ninfa è a lungo termine, con una durata prevista di almeno un anno o un anno e mezzo. “Stiamo già lanciando l’appello agli ospedali, per farci notare, mandando mail e dando la disponibilità a donare. Inoltre, tutti sono liberi di adottare una bambola, sottolinea Di Biagio.

Come vi siete conosciuti? L’Associazione si è messa in contatto con me grazie a un articolo di MilanoToday, condiviso da mia madre. In seguito, “Angeli di Ninfa”  ha proposto di occuparci insieme di un laboratorio. L’obiettivo è dare valore agli oggetti che già possediamo, coinvolgendo i ragazzi in un progetto ecosostenibile e inclusivo“, conclude l’ideatrice dell’iniziativa di recupero delle bambole.