San Lorenzo, scampato pericolo: arriverà la terapia intensiva a Carmagnola

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Via libera ufficiale del Ministero della Salute al Piano regionale di potenziamento della rete ospedaliera in Piemonte, con la conferma del nuovo reparto di terapia intensiva e sub-intensiva al San Lorenzo di Carmagnola: in arrivo 14 postazioni.

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Il ministro della Salute, Speranza, durante l’inaugurazione di una struttura di terapia intensiva: da Roma è arrivato il “via libera” ufficiale al nuovo reparto anche all’ospedale San Lorenzo di Carmagnola [Immagine di repertorio – Flickr]
Documenti e dichiarazioni ufficiali confermano lo “scampato pericolo” per l’ospedale San Lorenzo: il nuovo reparto di terapia intensiva a Carmagnola si farà.

Il Ministero della Salute ha infatti approvato tutti gli aspetti del Piano regionale di potenziamento degli ospedali piemontesi che nei giorni scorsi erano stati messi in dubbio dalla stessa struttura ministeriale, dando quindi “via libera” ai posti di terapia intensiva anche per i nosocomi di Carmagnola, Saluzzo e Borgosesia.

La notizia è stata ufficialmente confermata dall’assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi, il quale precisa che “sono state accolte le nostre rimostranze, con approvazione integrale del piano di potenziamento della rete ospedaliera”.

La Regione Piemonte conferma: Carmagnola sarà sede di Covid Hospital

Il progetto di fare del San Lorenzo uno dei “Covid Hospital” territoriali in Piemonte era stato presentato a inizio giugno, all’interno del Piano regionale di potenziamento della rete ospedaliera dopo la prima emergenza sanitaria causata dal Coronavirus in primavera.

Tra le novità in esso contenute, vi sono il raddoppio dei posti letto in terapia intensiva e semi-intensiva a livello regionale, con otto posti di intensiva e sei di semi-intensiva, per un totale di 14 postazioni, previsti a Carmagnola, dando vita a un reparto ex novo all’interno del San Lorenzo.

Tra le altre novità previste nel Piano regionale vi sono anche la ristrutturazione dei pronto soccorso e il consolidamento della separazione dei percorsi, la rotazione e distribuzione delle attrezzature e delle strumentazioni, l’aumento dei mezzi di soccorso da dedicare ai trasferimenti tra ospedali (anche in convenzione con le associazioni di volontariato del territorio) e un incremento del personale in aggiunta all’attuale dotazione organica.

Quindi, a inizio luglio, era arrivata inattesa la doccia fredda del Ministero della Salute, con la bocciatura parziale del Piano, soprattuto per quanto riguardava le nuove terapie intensive negli ospedali “di base” di Carmagnola, Saluzzo e Borgosesia.
Dopo una serie di chiarimenti tra Torino e Roma, rafforzati dal pressing di alcuni parlamentari piemontesi, l’annuncio ufficiale: il nuovo reparto al San Lorenzo si farà.

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Non posso che esprimere tutta la mia soddisfazione per l’evoluzione di questa vicenda, che rischiava di vedere quegli ospedali privati di risorse fondamentali per la sanità del territorio -commenta l’assessore regionale Icardi- I dirigenti ministeriali hanno saputo comprendere le ragioni che ci opponevano all’iniziale richiesta di riallocare altrove quei posti letto. La bontà delle nostre scelte è stata riconosciuta“.