Tensione tra Piobesi e Vinovo per il biodigestore

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Tensione tra i Comuni di Piobesi e Vinovo a causa del progetto di un biodigestore al confine tra i due paesi. L’impianto, a cui l’Amministrazione piobesina è interessata dal 2009, prevede lo smaltimento di rifiuti organici da cui produrre biometano e compost.

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La mappa relativa al progetto del biodigestore tra Piobesi e Vinovo

Come fu ormai quasi 30 anni orsono per la discarica, posta sul territorio di Vinovo ma molto più vicina al centro abitato piobesino, sta suscitando oggi alcune polemiche e un po’ di tensione anche a livello istituzionale, questa volta a parti invertite, il progetto per la realizzazione di un biodigestore nella zona industriale di Piobesi, tra strada Frassino e via del Mare, sul confine con il territorio di Vinovo.

L’impianto prevederebbe la produzione di biometano, un combustibile naturale e importante fonte di energia rinnovabile, e la produzione di compost a partire dai rifiuti organici.

Il progetto, presentato dalla ditta Panpio Srls, prevede a regime di smaltire 60 mila tonnellate annue di rifiuti organici biodegradabili, raccolti con la raccolta differenziata nel territorio.

L’interesse a realizzare un simile impianto risale al 2009, anno in cui l’Amministrazione comunale di Piobesi aveva manifestato la volontà di far costruire uno stabilimento che producesse biogas a partire da rifiuti non pericolosi.

Il Comune di Piobesi, allora guidato dal sindaco Bussano e da esponenti dell’attuale gruppo di minoranza, aveva anche visitato impianti simili all’estero e in Italia e aveva iniziato a confrontarsi con il Covar 14, il Consorzio che gestisce la raccolta dei rifiuti, e con la Provincia (ora Città Metropolitana di Torino).

Con il passare degli anni, nonostante il cambio di amministratori e l’elezione prima del sindaco Bollati e poi nel 2014 di Demichelis, Piobesi continua a manifestare interesse per la costruzione di questo impianto e nel novembre 2015 (sindaco Demichelis) è stato addirittura previsto un momento di condivisione con il territorio, una visita aperta a tutta la popolazione all’impianto di Vignolo (Cuneo), stabilimento dalle funzionalità simili a quello in progetto per Piobesi.

La pratica per il biodigestore ha quindi subito rallentamenti, fino al 2018, anno in cui viene individuata la società Panpio come titolare del progetto.

Per la realizzazione dell’impianto è comunque necessaria l’approvazione della Città Metropolitana di Torino e degli enti incaricati di valutare il progetto: per fare ciò è stata convocata una prima Conferenza dei Servizi istruttoria per il 16 gennaio 2020.

Alla riunione sono stati invitati i Comuni di Piobesi, Vinovo, Carignano e La Loggia, i settori della Regione Piemonte per la tutela delle acque, dell’ambiente e dell’agricoltura, l’Asl TO5, la Smat, la Soprintendenza, il Ministero dello Sviluppo Economico (dipartimento Comunicazioni) e altri enti incaricati di dare la propria opinione in merito.

In quella riunione, a quanto si apprende dal sindaco di Piobesi con alcune dichiarazioni rese alla stampa, non sarebbero state poste particolari opposizioni al progetto da parte di nessuno.
Una seconda Conferenza dei Servizi è prevista per il prossimo 3 dicembre.

La posizione del Comune di Vinovo è oggi particolarmente critica, anche se non con i toni perentori e furibondi presentati su un quotidiano nazionale. Il sindaco Gianfranco Guerrini, interpellato da “Il Carmagnolese”, così chiarisce la sua posizione: “Il biodigestore, pur essendo sul territorio comunale di Piobesi, è molto più vicino al centro abitato di Vinovo. Non siamo solo preoccupati per il presente ma chiediamo che l’impianto venga sottoposto a un monitoraggio puntuale anche in futuro. Sappiamo che questo progetto sarà molto utile dal punto di vista della sostenibilità ambientale e per questo non possiamo essere totalmente contrari; vogliamo evitare però che si abbiano ricadute negative sul nostro territorio”.

Fernando Vignali, assessore all’ambiente del Comune di Vinovo, conclude: “Alla conferenza dei servizi prevista per il 3 dicembre vedremo se i nostri interessi sono stati tutelati e faremo valere le nostre ragioni; la priorità è ovviamente che non ci siano impatti negativi sulla nostra città e per questo motivo avremmo voluto essere maggiormente consultati durante le trattative. Bisogna comunque ammettere che Covar, il nostro Consorzio rifiuti, è estremamente interessato a questo progetto e in futuro si potrebbe innestare un circolo virtuoso che porterebbe risparmi anche per i cittadini“.

L’Amministrazione piobesina dichiara invece un sincero rincrescimento per le attuali polemiche, poiché -fanno sapere senza però voler rilasciare ulteriori dichiarazioni ufficiali- “ci sarebbero state diverse possibilità di confronto sulla realizzazione dell’impianto, una tra tutte la Conferenza dei Servizi di inizio anno, a cui il Comune di Piobesi ha partecipato, mentre quello di Vinovo era assente“.

Al fine di dirimere la tensione tra i due Comuni e cercare una soluzione condivisa, è previsto un incontro tra le parti nella prossima settimana, proposto dall’Amministrazione piobesina come opportunità per una maggiore trasparenza.

Parteciperemo volentieri all’incontro –chiosa il sindaco di Vinovo Guerrini– Sarebbe però forse stato più opportuno organizzarlo prima, per una discussione costruttiva sulla situazione“.

Articolo a cura di Laura Cosso e Arianna Valenzano