Valentina Cera, consigliera regionale di AVS: «urgente definire criteri per la localizzazione dei data center in Piemonte».

«È urgente definire i criteri regionali per la localizzazione dei Data Center»: è la richiesta contenuta nell’interrogazione presentata da Valentina Cera (AVS) nel corso del question time in Consiglio regionale del Piemonte.
La consigliera di Alleanza Verdi Sinistra ha motivato l’interrogazione ricordando che «nelle ultime settimane sono emerse numerose proposte di insediamento di nuovi data center in Piemonte che si sommano ad altre già presentate», mentre la Regione ha annunciato di voler disciplinare la materia con una legge.
Cera ha riconosciuto la valenza strategica di queste strutture per la transizione digitale, sottolineando però che «numerosi studi a livello internazionale evidenziano il loro rilevante impatto ambientale, sanitario, energetico e territoriale».
Da qui la necessità di criteri regionali uniformi, in quanto i sindaci devono comunque prendere decisioni sulla loro compatibilità: «l’arrivo continuo di nuove proposte rende necessario conoscere con urgenza un indirizzo politico», ha sottolineato la consigliera di AVS.
La risposta è stata data dall’assessore Gian Luca Vignale, che ha letto una nota del collega Matteo Marnati, annunciando che la Giunta Cirio ha deciso di predisporre una legge al termine della consultazione pubblica in corso.
Nel frattempo, restano applicate le normative vigenti in tema di governo del territorio e tutela ambientale: qualora sia necessaria una modifica allo strumento urbanistico, la domanda sarà assoggettata alla valutazione di impatto ambientale strategica e all’esame degli enti sovraordinati, in base all’entità della variante, parziale o strutturale, coinvolgendo la Provincia e/o la Regione.
«La rapida crescita della domanda di infrastrutture digitali pone questioni rilevanti in termini di consumo del suolo e pianificazione territoriale e urbanistica, fabbisogno energetico e impatto sulla rete elettrica, utilizzo della risorsa idrica per il raffreddamento, impatto ambientale e paesaggistico, opportunità di valorizzazione del calore di scarto e necessità di orientare gli investimenti verso i siti più idonei», è la posizione del governo regionale.


















































