Emergenza idrica in Piemonte, con l’Agricoltura sotto pressione per la carenza di acqua. Aumentano le restrizioni e la Regione studia nuove misure.

Il caldo intenso e la persistente assenza di precipitazioni -effetto sempre più tangibile della crisi climatica– continuano a mettere sotto pressione il Piemonte, dove la situazione idrica desta crescente preoccupazione soprattutto per il comparto agricolo, con rischio-emergenza anche per l’approvvigionamento di acqua potabile in diverse aree del territorio.
Secondo la Regione, sono ormai circa un centinaio i Comuni che hanno emanato ordinanze per limitare gli usi non essenziali dell’acqua, mentre in alcune zone, per un totale di circa 25 mila abitanti, si è già reso necessario ricorrere alle autobotti per integrare le riserve degli acquedotti, in particolare nelle frazioni e nei centri montani.
Per fronteggiare la carenza d’acqua destinata all’irrigazione, la Regione sta lavorando insieme alla Valle d’Aosta e al Canton Ticino per ottenere un incremento della portata d’acqua immessa in Piemonte a beneficio del settore agricolo.
«Il caldo e l’assenza di piogge stanno determinando un’emergenza da affrontare con attenzione soprattutto per quanto riguarda l’agricoltura», ha dichiarato il presidente della Regione, Alberto Cirio.
Alcune stime, fornite dai giorni scorsi e legate alla portata del bacino idrico del fiume Po, parlavano infatti di un’autonomia idrica di poco superiore alla settimana. L’allarme riguarda anche la fauna selvatica, a partire dai pesci.
Parallelamente prosegue il monitoraggio della situazione sul fronte dell’acqua potabile. L’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati ha invitato i cittadini a un «utilizzo consapevole» della risorsa, spiegando che i consumi saranno osservati con particolare attenzione nei prossimi giorni per valutare l’evoluzione dell’emergenza e l’eventuale necessità di ulteriori interventi.
Sul versante agricolo è inoltre già operativo un Gruppo di lavoro interdirezionale incaricato di analizzare i dati forniti da Arpa Piemonte e valutare il rischio di perdite produttive dovute alla siccità. L’obiettivo è fornire indicazioni utili alle aziende agricole e predisporre eventuali misure di sostegno.
Tra gli interventi di più lungo periodo, la Regione punta anche a una riforma della gestione delle risorse irrigue. «A fine luglio incardineremo in Commissione Agricoltura regionale il disegno di legge di riforma dei Consorzi irrigui, destinato a rivoluzionare in modo strutturale la governance della gestione dell’acqua per la nostra produzione agricola e agroalimentare», ha annunciato l’assessore Paolo Bongioanni.
La Regione continua infine a seguire quotidianamente l’evoluzione delle condizioni meteorologiche e non esclude, qualora la siccità dovesse protrarsi, di avviare la richiesta dello stato di emergenza, così da poter attivare gli strumenti di sostegno previsti.
Una richiesta peraltro già avanzata da Coldiretti Piemonte, che sollecita anche la deroga al deflusso minimo vitale ed ecologico, per aumentare la disponibilità d’acqua destinata all’irrigazione.
L’Associazione sottolinea che i danni per l’Agricoltura rischiano di essere paragonabili a quelli del 2022 e chiede anche interventi strutturali sulla rete irrigua e un piano per la realizzazione di piccoli invasi.


















































