Alessia Faga racconta la nascita del torneo benefico “Una volée per Candiolo”

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La diciottenne Alessia Faga, pancalierese che studia a Carmagnola, è l’organizzatrice del torneo benefico di tennis a favore della ricerca sul cancro in programma questo weekend al centro sportivo Carmasport. “Il Carmagnolese” l’ha intervistata.

alessia faga
Alessia Faga, organizzatrice del progetto benefico ‘Una volée per Candiolo’

Alessia Faga, 18enne originaria di Pancalieri e studentessa all’Istituto superiore “Baldessano Roccati” di Carmagnola, ha organizzato un torneo di tennis con scopo benefico denominato “Una volée per Candiolo”, in programma questo weekend al centro sportivo Carmasport con l’obiettivo di raccogliere fondi per la ricerca contro il cancro.

“Il Carmagnolese” l’ha intervistata per saperne di più su di lei e sul suo progetto.

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Il tuo motto è “dare voce a chi non ne ha”: c’è stato un episodio in particolare nella tua vita che ti ha fatto dire ciò?

Mi piace molto informarmi sulla società attuale, leggo spesso molti libri a riguardo. Mi ha sempre affascinato vedere come la società sia cambiata negli anni. A tal proposito ho scelto di intraprendere i miei studi al liceo classico, il quale mi permette di confrontare la realtà passata con quella presente. La mia volontà di ‘dar voce’ è partita dal ruolo che hanno le donne: sono sempre state considerate come la parte più debole della società e, per questo, mi sono sentita in dovere di prendere le loro difese, facendo avanzare i miei ideali. Quello che mi colpisce è come molte persone, nonostante abbiano il diritto di parola, non vengano rispettate. Parlo anche semplicemente di persone diversamente abili, le quali hanno il diritto di potersi esprimere e di essere ascoltate.

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Com’è nata l’idea di organizzare un torneo di tennis?

A dire il vero io non capisco nulla di tennis e non ci ho mai giocato. Il mio ragazzo però ci giocava e un giorno, dopo tanto tempo che non lo faceva più, ha deciso di voler fare una partita. Lì mi è venuta in mente l’idea di organizzarne personalmente una e, di conseguenza, di creare un torneo con scopo benefico.Ho quindi pensato di fare un doppio misto perché in due è più divertente e volevo che ci fosse totale libertà nello scegliere le coppie. In più abbiamo pensato anche di dare l’opportunità alle coppie di scegliere un nome buffo da attribuirsi.

Perchè hai scelto di devolvere il ricavato del torneo alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus di Candiolo?

Inizialmente la mia idea era quella di devolvere il tutto a un’Associazione anti-violenza; poi mia nonna mi ha parlato di questo centro e quindi ho deciso di indirizzarmi in questa direzione.

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Come ti sei mossa per iniziare ad organizzare quest’evento?

Ho scritto alla banca BTM in seguito a un incontro organizzato dalla scuola; quindi ho contattato la LHD Spa, che si è occupata della grafica del volantino. Sono molto grata a entrambe queste realtà per aver subito accettato di collaborare.

C’è qualcuno che ti ha aiutata durante le varie fasi di organizzazione?

L’idea è partita da me ma ho avuto la fortuna di avere attorno delle persone che mi sono state accanto. Ciò che ha contribuito maggiormente alla creazione di questo torneo è stata comunque sicuramente la mia determinazione, anche se era più che altro una speranza: non avrei mai immaginato che una ragazza di 18 anni venisse ascoltata e assecondata fino a questo punto…

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Hai riscontrato difficoltà?

Gestire le mie giornate è stato complicato. Avevo molte cose di cui occuparmi contemporaneamente e ho dovuto dare priorità ad alcune cose. In più, all’inizio non osavo sollecitare delle risposte quando non mi venivano date… ma con il tempo ho capito che nella vita bisogna insistere per far valere le proprie idee.

Hai intenzione di organizzare altri eventi di questo tipo?

Certo! Questo è stato solo un piccolo passo che spero possa essere il primo di una lunga serie!

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