Amministratori sotto tiro: presentato a Carmagnola il rapporto di Avviso Pubblico

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È stata presentata in biblioteca a Carmagnola l’edizione 2022 del rapporto nazionale “Amministratori sotto tiro” a cura dell’Associazione Avviso Pubblico.

rapporto "Amministratori sotto tiro"
La sala Solavaggione della biblioteca di Carmagnola in occasione della presentazione del rapporto “Amministratori sotto tiro”

Con la sala Solavaggione molto affollata, è stato presentato a Carmagnola il rapporto nazionale 2022 “Amministratori sotto tiro”, a cura dell’Associazione Avviso Pubblico, che riunisce oltre 560 Enti in tutta Italia tra Comuni e Regioni per contrastare le mafie e la corruzione.

«Il tema delle minacce agli amministratori pubblici è fondamentale per la tenuta e la capacità della nostra Democrazia, in quanto rischia di ridurre sempre più le persone disposte a schierarsi per difendere i pubblici interessi -ha spiegato nella sua introduzione Roberto Montà, sindaco di Grugliasco e presidente di Avviso PubblicoPer questo è importante diffondere consapevolezza su un fenomeno così critico».

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E ha aggiunto: «Nei decenni scorsi il tema delle infiltrazioni criminali nella Pubblica Amministrazione e nella società era maggiormente sentito, mentre oggi questi argomenti faticano purtroppo a scaldare i cuori. Eppure la presenza mafiosa in questi anni è cresciuta, anche in territori che prima non erano interessati da questi fenomeni».

Con orgoglio, quindi, il sindaco Ivana Gaveglio ha sottolineato che «Carmagnola ha dimostrato di essere pronta ad affrontare un problema che spesso viene messo “sotto il tappeto” o che si pensa che non ci possa riguardare direttamente… ma non è così», dichiarandosi “onorata” di avere la sala piena.

Amministratori sotto tiro
I tre relatori dell’incontro “Amministratori sotto tiro” a Carmagnola: Roberto Montà, Alessandro Cammarata e Claudio Forleo

Il rapporto “Amministratori sotto tiro” 2022

I dati del rapporto “Amministratori sotto tiro” 2022 sono stati presentati direttamente da Claudio Forleo, giornalista, responsabile dell’Osservatorio parlamentare di Avviso Pubblico e autore della ricerca.

«Quello delle minacce e delle ingiurie verso gli amministratori pubblici è un fenomeno sommerso e sottovalutato, spesso derubricato a “questione meridionale” -ha esordito- Si tratta invece di un tema molto più complesso di come appare e collegato anche a condizioni socio-economiche, con numeri importanti: in 12 anni Avviso Pubblico ha infatti registrato in Italia oltre 5000 casi di intimidazioni, minacce e aggressioni contro amministratori e dipendenti pubblici, ovvero più di uno al giorno in media».

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L’analisi riferita agli eventi dello scorso anno ha messo in luce un calo di questi reati dal 2018 a oggi (con “soli” 326 atti intimidatori noti e censiti) «ma questo dato può anche significare che ci sono meno casi che emergono rispetto al passato, per mancanza di denuncia e sfiducia -ha spiegato Forleo- Solo apparentemente, quindi, è una buona notizia. Inoltre si registra, mediamente, un aumento dell’aggressività, fisica e verbale».

Dall’indagine emerge che circa un terzo dei casi si sono verificati nel centro-nord, ed è un dato in aumento, e che la criminalità organizzata tende a insediarsi soprattutto nei piccoli centri rispetto alle grandi città: il 45% dei reati avviene in Comuni al di sotto dei 20 mila abitanti e 21% in quelli tra 21 e 50 mila, come Carmagnola.

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«Nel 2022, a livello generale in Italia, sono tornati gli incendi (di auto, case, sedi e mezzi istituzionali) come mezzo più utilizzato per intimidire, seguiti da scritte minacciose sui muri, lettere e telefonate intimidatorie e diffamazione sui social media: una forma di intimidazione, quest’ultima, che è molto subdola e che fa danni nel tempo», ha dettagliato Forleo, specificando che al nord vi è un modus operandi maggiormente “silenzioso”, mentre al sud si verificano spesso casi più palesi.

«Emerge poi anche il dato dell’intimidazione agli amministratori locali da parte di normali cittadini, non riconducibili alla criminalità organizzata: spesso, ormai, si usa violenza verbale (accuse, insulti, infamie) per esprimere il dissenso -ha aggiunto il giornalista di Avviso Pubblico- È un segnale devastante per chi lo subisce e i suoi famigliari, oltre a un elemento di disturbo in quella che dovrebbe essere una normale dialettica tra Amministrazione locale e cittadini. Purtroppo è la quotidianità e non sono “solo parole”: si tratta di un fenomeno che non va sottovalutato».

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Nelle sue conclusioni, Forleo ha presentato un focus sul Piemonte, segnalando come sia il Torinese l’area più colpita, con 16 casi di attacchi ad amministratori pubblici registrati finora quest’anno, di cui uno proprio a Carmagnola.

«Le attività investigative mostrano come la ‘ndrangheta sia la principale minaccia dal punto di vista delle organizzazioni criminali in questo territorio e che tenda ad agire sottotraccia, preferendo l’infiltrazione silente ad azioni violente -ha chiosato- La Direzione Investigativa Antimafia parla di numerose attività illecite, a partire dal riciclo di denaro, oltre a tentativi di infiltrare l’economia e la politica locale. Il Piemonte, dai dati, risulta essere la seconda regione del Nord per l’incidenza di estorsioni e di reati per associazione mafiosa».

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Cammarata: «squarciato un velo presente in città da decenni»

Avviso Pubblico ha quindi invitato come ospite al tavolo dei relatori il vicesindaco di Carmagnola, Alessandro Cammarata, che per anni ha vissuto sotto scorta dopo aver ricevuto minacce e aver visto due sue auto andare a fuoco per intimidazione.

«Voglio innanzitutto ringraziare le Forze dell’Ordine e la Magistratura che, negli ultimi anni, sono riusciti a squarciare un velo che era presente in città da decenni -ha dichiarato- La sala piena di questa sera fa capire che Carmagnola ha però un tessuto sociale sano, da cui partire per andare avanti nella direzione del contrasto alle mafie sul nostro territorio».

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Il vicesindaco ha quindi analizzato le possibili ragioni che hanno portato il territorio carmagnolese a subire infiltrazioni da parte di organizzazioni di stampo mafioso («a partire dall’uso incauto del soggiorno obbligato nei decenni scorsi») e le motivazioni per cui le organizzazioni criminali sono riuscite a crescere.

«Atti di intimidazione e di concreto esercizio della violenza sono necessari alle realtà mafiose per rinvigorirne la fama e rafforzare il terrore -ha concluso, riferendosi anche a quanto subito in prima persona Tramite intimidazione, assoggettamento e omertà anche un’area come la nostra ha visto il propagarsi di questi fenomeni».

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All’incontro di Avviso Pubblico erano presenti autorità militari e civili, esponenti di associazioni sociali e civiche, oltre a numerosi esponenti politici di Maggioranza e di Opposizione.

Tra questi Federico Tosco, consigliere comunale ed ex segretario cittadino del Partito Democratico, che ha così dichiarato al termine della serata: «è stato trattato un argomento che purtroppo ha toccato da vicino la nostra Comunità, quello degli “amministratori sotto tiro” e in più generale il tema delle intimidazioni mafiose. La sala piena di cittadini e la presenza delle forze politiche che rivestono un ruolo democratico fondamentale nelle nostre istituzioni cittadine, rappresenta un segnale importante che va nella direzione dell’ascolto, della ricerca e della necessaria informazione, al fine di far crescere gli “anticorpi” per contrastare i tentativi di infiltrazioni mafiose nel tessuto sociale, economico e politico nella nostra città».

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