Carmagnola si schiera contro le mafie, ricordando le vittime innocenti

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Nella giornata di ieri, a Carmagnola, si sono svolti numerosi eventi di sensibilizzazione contro le mafie e di ricordo delle vittime innocenti, organizzati dal Comune e dalla Regione, in collaborazione con Avviso Pubblico, Libera e “Il Carmagnolese”. In biblioteca si è fatto il punto sul processo Carminius, relativo alle infiltrazioni di ‘ndrangheta nel territorio: dal 16 maggio si torna in aula per l’Appello.

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La lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie, svoltasi a Carmagnola nei pressi delle Panchine della Legalità, all’interno dei giardini Unità d’Italia (foto di Francesco Rasero © Il Carmagnolese)

In vista della Giornata nazionale dedicata al tema del prossimo 21 marzo, la città di Carmagnola ha dedicato un giorno intero per dire in modo chiaro “no” alle mafie e a ogni infiltrazione criminale, ricordando le vittime innocenti della violenza mafiosa e parlando del processo Carminius contro la ‘ndrangheta, in corso al Tribunale di Asti.

Gli eventi si sono tenuti ieri, giovedì, da mattina a sera, promossi dal Comune di Carmagnola, in collaborazione con “Avviso Pubblico – Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione”, il presidio cittadino di Libera “Il Karma di Ulysses” e “Il Carmagnolese“, con il contributo della Regione Piemonte nell’ambito del progetto “Nessuna Paura”.

Giulia Migneco, responsabile comunicazione di Avviso Pubblico, con Francesco Rasero, direttore responsabile de “Il Carmagnolese” (foto di Cristina De Stefano)

Al mattino sono state protagoniste le scuole, con due incontri realizzati dalla giornalista Giulia Migneco, responsabile comunicazione di Avviso Pubblico e autrice di svariate pubblicazioni sul tema.

La stessa Migneco, al pomeriggio in biblioteca, ha illustrato i libri “Donne e Antimafia. Dieci coraggiose protagoniste della lotta alla mafia” e “Storie di vittime innocenti di Mafia”, intervistata da Francesco Rasero, direttore responsabile de “Il Carmagnolese”.

I due volumi sono stati quindi donati alla biblioteca civica di via Valobra, andando così ad arricchire lo scaffale sull’Antimafia: sono ora disponibili per il prestito.

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La cerimonia di ricordo delle vittime innocenti delle mafie è stata organizzata dal presidio di Libera a Carmagnola “Il Karma di Ulysses” (foto di Francesco Rasero © Il Carmagnolese)

A seguire -nei giardini Unità d’Italia, di fronte al Palazzo comunale, presso le Panchine della Legalità- si è svolta la cerimonia di lettura dei nomi di tutte le vittime innocenti di mafia, a cura del presidio di Libera “Il Karma di Ulysses”.

Numerosi giovani e rappresentanti delle associazioni, oltre alla stessa Migneco, al vicesindaco Cammarata e al sindaco Gaveglio, per quasi un’ora hanno scandito le centinaia di nominativi delle persone uccise dalle organizzazioni mafiose, dall’Ottocento a oggi.

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L’incontro serale dedicato al processo Carminius a Carmagnola, con l’avvocato Ramondini e il direttore Rasero

In serata -di fronte a un’attenta platea, con la sala Solavaggione della biblioteca al completo- si è infine tenuto l’incontro pubblico dal titolo “Carminius: cronologia di una sentenza”, a cura dell’avvocato Gian Mario Ramondini, anche questo moderato dal direttore Francesco Rasero.

Il processo di primo grado ha messo in luce un radicamento storico della ‘ndrangheta a Carmagnola, aggiungendo ulteriori tasselli a quanto già emerso fin dai decenni scorsi, con sentenze ormai definitive da parte del tribunale di Catanzaro“, ha dichiarato Ramondini, dopo aver ripercorso le date e gli eventi legati al più importante procedimento anti-mafia di sempre sul territorio carmagnolese.

Tra gli elementi emersi durante il dibattimento, il legale ha ricordato le estorsioni e i taglieggiamenti, il ricorso al gioco d’azzardo illecito e il ruolo giocato dalle ndrine in alcune situazioni, sostituendosi allo Stato e alle Istituzioni.

Processo Carminius: 250 mila euro di risarcimento al Comune di Carmagnola

Ramondini, in particolare, ha rappresentato il Comune di Carmagnola quale parte civile al processo, facendo ottenere all’Ente (sempre in primo grado) un risarcimento di 250 mila euro, cifra decisamente superiore alla media.

“A partire dal 16 maggio partirà il processo di Appello, di cui sono già state fissate alcune udienze -ha quindi annunciato l’avvocato- Prevedendo anche un successivo passaggio in Cassazione, possiamo verosimilmente prevedere che la sentenza definitiva di Carminius si avrà verso fine 2024“.

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Nel corso della sera ha preso la parola anche Migneco, ricordando l‘importanza delle azioni individuali contro le mafie, dal respingere i tentativi di infiltrazione socio-economica alla denuncia.

Non bisogna chiudere gli occhi o abbassare la testa, non bisogna pensare che denunciando i criminali si vada a screditare un territori: anzi, è vero il contrario!“, ha dichiarato la giornalista anti-mafia, raccogliendo gli applausi convinti della sala.

Carmagnola: il vicesindaco Cammarata all’assemblea nazionale di Avviso Pubblico

In chiusura è intervenuto il vicesindaco Alessandro Cammarata, da anni sotto scorta per le minacce e intimidazioni ricevute: “La nostra città è stata ferita da questi fatti e la miglior risposta è questa sala piena di cittadini interessati“, ha esordito, per poi annunciare ulteriori iniziative sul tema nel corso dei prossimi mesi.

La sentenza di primo grado ha stabilito che a Carmagnola ci sono state presenze mafiose, di locali di ‘ndrangheta -ha concluso Cammarata- Non pensiamo che ora, dopo il processo Carminius, il nostro territorio sia immune da ulteriori infiltrazioni: per questo occorre tenere sempre alta l’attenzione, a partire da tutti gli amministratori pubblici“.

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