Lo studio per la lotta al tumore alla prostata porta l’Asl TO5 e Carmagnola nel progetto ProScreenMRI dell’Istituto di Candiolo IRCCS.

In Italia il tumore della prostata è la neoplasia più frequente nella popolazione maschile e al fine di rispondere a questa esigenza il progetto PROscreenMRI, studio pilota promosso da Istituto di Candiolo IRCCS, dal Centro di riferimento per l’Epidemiologia e la Prevenzione Oncologica (CPO) in Piemonte e dall’AOU San Luigi Gonzaga in collaborazione con l’Asl TO5 di Carmagnola, Chieri, Moncalieri e Nichelino.
Lo studio coinvolge la popolazione maschile tra i 55 e i 65 anni residente nel territorio dell’Azienda Sanitaria: i cittadini selezionati sono stati contattati dall’Unità Valutazione e Organizzazione Screening dell’Asl e sono stati invitati a effettuare il dosaggio del PSA e, in presenza di valori superiori ai parametri di riferimento, indirizzati automaticamente agli approfondimenti diagnostici, attraverso un percorso che integra risonanza magnetica multiparametrica e calcolatori del rischio.
I dati preliminari -raccolti tra febbraio 2025 e marzo 2026- confermano l’efficacia del nuovo approccio: il sistema messo in atto per i cittadini dell’Asl TO5 ha infatti dimostrato elevata precisione nell’identificazione dei tumori clinicamente significativi.
«Questo studio rappresenta un passaggio fondamentale verso la costruzione di un programma di screening organizzato per il tumore della prostata -dichiara Vittoria Grammatico, responsabile dell’Unità Valutazione e Organizzazione Screening dell’Asl TO5- Il nostro obiettivo è valutare non solo l’efficacia clinica del percorso, ma anche la sua integrazione nei programmi di Sanità pubblica, garantendo equità di accesso e qualità dell’offerta ai cittadini».
Un impegno che l’Istituto di Candiolo ha fortemente voluto. «Abbiamo intrapreso con entusiasmo il Progetto ProScreenMRI, ponendo a disposizione i nostri professionisti e le nostre tecnologie -commenta il direttore sanitario dell’IRCCS, Piero Fenu– Lo studio mira a codificareun approccio diagnostico moderno, razionale ed efficace ed è perfettamente conforme alla mission dell’Istituto, che persegue l’eccellenza nel campo della diagnosi, della cura e della prevenzione».
Aggiunge Carlo Senore, epidemiologo del CPO Piemonte e coordinatore regionale di Prevenzione Serena: «Se questi risultati saranno confermati, avremo le basi per pianificare l’offerta di screening del tumore della prostata nell’ambito di un programma organizzato, come già avviene per mammella, colon-retto e cervice uterina. La riduzione delle biopsie non necessarie rappresenta un risultato particolarmente rilevante sia per la sostenibilità del sistema sanitario sia per l’accettabilità del percorso da parte della popolazione».














































