Chiusure Covid: difficoltà e speranze di palestre e personal trainer a Carmagnola

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Nell’ultimo periodo, i gestori di palestre e i personal trainer di Carmagnola si sono dovuti scontrare con numerosi problemi, dalle chiusure legate alle norme anti-Covid alle difficoltà economiche.

palestre covid
A causa dell’impossibilità di riaprire, il settore sportivo ha dovuto affrontare un periodo difficile, anche e soprattutto dal punto di vista economico: le norme anti-Covid hanno avuto un duro impatto soprattutto per palestre e personal trainer

Poiché nell’ultimo periodo -a causa delle norme anti Covid- le palestre non hanno avuto la possibilità di riaprire, i gestori hanno affrontato le circostanze in modi diversi, pur andando spesso incontro alle stesse difficoltà.

Anche la situazione dei personal trainer si è rivelata tutt’altro che rosea, a causa di esigenze di altro genere, non sempre prese in considerazione.

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Palestre chiuse, si guarda al futuro

Si è rivelato un periodo molto particolare per le associazioni sportive: non si può fare niente, eccetto l’allenamento all’aria aperta e per conto proprio -spiega Fabio Audisio, proprietario di una nuova palestra carmagnolese- Ci sono arrivati degli aiuti, seppure molto vincolanti, poiché le tasse e le spese fisse sono rimaste, in molti casi. Io, che mi sono messo in proprio l’anno scorso, ho preso una decisione folle: procedere con la sistemazione del locale. In confronto ai miei colleghi, la situazione non mi tocca troppo, ma ho comunque perso molto tempo per concludere i lavori”.

Iniziati a ottobre, sono andati avanti per un mese e si sono bloccati nuovamente con il terzo lockdown. “Lo scopo è sempre stato finire quanto prima, per essere pronto alla riapertura”.

Anche una palestra presente sul territorio da molto tempo, come Spaziosport, ha gestito la chiusura concentrandosi sul futuro.

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Abbiamo cercato di lavorare sulla struttura della palestra, rendendola più sicura e innovativa -dichiara Fabio Testa, proprietario di Spaziosport insieme a Michele Balzano- Non offriamo attività online, ma, al momento della riapertura, vorremmo riproporre tutti i corsi, con qualcosa di più. Se in futuro potessimo offrire delle attività, vorremmo puntare sulla ginnastica funzionale e a corpo libero e su altre proposte, come lo spinning. Nel frattempo, si lavora per riaprire la sala pesi in sicurezza e per non perdere i ritmi precedenti. Vorremmo dare la possibilità di recuperare gli abbonamenti, sempre pensando alla sanificazione“. 

I gestori stanno cercando di tenersi in forma, allenandosi, nonostante sia un periodo difficile psicologicamente e fisicamente. “Nell’ultimo periodo, il mercato dell’home fitness è cresciuto molto, ma, quando le palestre riapriranno, è probabile che molti clienti ritornino in palestra: c’è voglia di socialità, di contatto, di opinioni -ragiona ancora Testa, che ammette- Dal punto di vista finanziario, la situazione è critica: ci sono stati dati degli aiuti, ma molto modesti. In ogni caso, nutriamo speranze per la riapertura, attendendo i clienti. Non abbiamo perso la voglia di crescere e di migliorare, anche investendo su macchine nuove”.

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Personal Trainer, i ristori mancati

Affrontano problemi diversi, ma non minori, i personal trainer, come nel caso di Ft Lab, un centro di allenamento con servizi personalizzati, che nel primo lockdown si era anche inventato numerose attività online.

È stato ed è per noi un momento non facile, soprattutto per un’incomprensione che ci è costata cara: pur essendo nel settore sportivo, non ci troviamo nella stessa condizione delle palestre, poiché lavoriamo con modalità diverse -commenta Alessandro Morelli, fondatore e personal trainer di Ft Lab- Noi siamo dei liberi professionisti che operano nell’ambito di fitness, salute e benessere. Non apparteniamo al mondo dell’associazionismo, ma siamo individui con ditte individuali e partita Iva, che pagano le tasse”. 

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Alessandro e colleghi sono stati costretti a chiudere, ma senza indennizzi o aiuti economici in grado di sostenerli.

“Ci dispiace che ci sia una disparità nel trattamento delle palestre e dei personal trainer: è giusto che lo Stato aiuti le prime, ma sarebbe preferibile che non ci trascurasse-conclude- Il centro Ft Lab è specializzato nel seguire le persone in maniera privata, con un percorso di salute personalizzato. Ora però la situazione è frustrante: io vedo un cliente alla volta, in uno spazio di 80 metri quadri“.

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