Attivi quattro reparti Covid-19 all’ospedale di Carmagnola

3055

Al San Lorenzo salgono a quattro i reparti dedicati alla cura dei pazienti affetti da Coronavirus, con circa 65 posti letto: l’ospedale di Carmagnola potrebbe diventare Covid Hospital a breve?

Ospedale San Lorenzo Carmagnola reparti reparto Covid 19
Sono saliti a quattro i reparti dedicati ai pazienti Covid-19 all’ospedale San Lorenzo di Carmagnola, che secondo alcune ipotesi potrebbe diventare “Covid Hospital” a partire dalla prossima settimana

Sono saliti a quattro i reparti speciali dedicati esclusivamente ai pazienti affetti da Coronavirus al San Lorenzo di Carmagnola (per un totale di circa 65 posti letto) e, secondo alcune previsioni, a breve l’ospedale cittadino potrebbe chiudere ogni ulteriore reparto “normale” rimasto ancora aperto e diventare, nei fatti, un Covid Hospital, ovvero una struttura interamente dedicata alla cura del virus Sars CoV-2.

Dopo l’ex Ostetricia, prima area del San Lorenzo a essere stata destinata ai pazienti contagiati dal Covid-19 con 20 posti letto in totale (quattro in più rispetto ai 16 inizialmente previsti), anche l’ex Urologia Chirurgia e il Day Hospital oncologico con il passare dei giorni sono stati trasformati in reparti per accogliere i casi confermati di positività al Coronavirus, mettendo a disposizione della struttura sanitaria cittadina rispettivamente altri 22 e 10 posti letto.

Quindi, esauriti gli oltre 50 posti così disponibili, si è scelto nelle scorse ore di dedicare un quarto reparto (la Lungodegenza) per fare fronte all’espandersi dell’emergenza sanitaria sul territorio carmagnolese.

Sale così a circa 65 il totale di pazienti Covid-19 curabili nei reparti speciali a essi dedicati all’interno dell’ospedale San Lorenzo di Carmagnola.

Nel frattempo, l’emergenza riguarda sempre più anche la disponibilità del personale sanitario al San Lorenzo: proprio per questo motivo, già nei giorni scorsi, era stata decisa dalla Regione la chiusura notturna del Pronto Soccorso (dove resta attiva la tenda di pre-triage), per poter avere un maggior numero di medici e infermieri a disposizione sul fronte del contrasto al Coronavirus.