L’ospedale di Carmagnola si prepara a riaprire i reparti Covid

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L’ospedale San Lorenzo di Carmagnola si prepara alla seconda ondata di Coronavirus, avviando la trasformazione in Covid Hospital.
Entro la settimana saranno attivi i primi 20 posti letto dedicati, che potrebbero salire fino a 100. Si prevede una nuova chiusura h24 del Pronto Soccorso, destinando le sale operatorie alla rianimazione.

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Avviato oggi al San Lorenzo di Carmagnola il piano per trasformare l’ospedale in Covid Hospital: già attivo lo stop ai ricoveri programmati, in futuro potrebbero chiudere pronto soccorso e sale operatorie per concentrare l’attività sulla cura dei pazienti colpiti da Coronavirus.

In preparazione alla “seconda ondata” di contagi da Coronavirus, l’ospedale San Lorenzo di Carmagnola ha avviato le procedure per tornare a diventare “Covid Hospital”, come da indicazioni regionali.

La riorganizzazione del nosocomio cittadino -che già da oggi non accetta ricoveri programmati (cosiddetti “di elezione” o elettivi) per il Dipartimento chirurgico e nei reparti di Lungodegenza e Recupero e Riabilitazione Funzionale- potrà prevedere, già entro la prossima settimana, anche una nuova chiusura, questa volta totale, del Pronto Soccorso.

Alcuni pazienti della Lungodegenza, inoltre, potrebbero essere trasferiti in strutture esterne, in modo da rendere effettivi entro pochi giorni i primi 20 posti letto Covid: un numero, comunque, destinato a crescere nel giro delle prossime settimane, anche per offrire supporto alle altre strutture dell’Asl e del Piemonte.

Il direttore generale dell’Azienda sanitaria, Massimo Uberti, ha nel frattempo scritto al sindaco di Carmagnola, Ivana Gaveglio, annunciando i dettagli relativi all’attivazione del piano per far trovare pronte le strutture ospedaliere dell’Asl TO5 in vista di un probabile nuovo picco epidemico.

Nello specifico, il San Lorenzo di Carmagnola potrebbe arrivare a ospitare oltre 100 posti letto per pazienti Covid, con 4 terapie intensive e 6 sub-intensive.
Tutto questo, però, è subordinato anche all’eventuale arrivo di personale aggiuntivo, in particolare per quanto riguarda gli anestesisti“, specifica Gaveglio.

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La situazione è in rapida evoluzione -sottolinea Uberti, ricordando come le decisioni siano comunque in capo alla struttura regionale, con l’Asl in un ruolo esecutivo- Vi è quindi l’esigenza di riconvertire reparti normali in reparti Covid, programmando un progressivo aumento dei posti letto dedicati a tali pazienti. Il tutto, a partire da questa fase, andrà a interferire con una parte delle attività ordinarie“.

Dopo la prima fase di blocco dei ricoveri, già in corso, il piano di Regione e Asl TO5 prevede infatti la chiusura di altri reparti (fino al blocco totale dell’attività chirurgica e di quella ambulatoriale, tranne per Oncologia e RRF, che manterrebbero comunque un ingresso indipendente) e lo stop h24 al Pronto Soccorso di Carmagnola.

Si tratta dell’evoluzione del percorso di trasformazione del nostro ospedale in Covid Hospital, anche se al momento questa seconda fase non ha ancora una data certa -conferma il sindaco Gaveglio- Come già avvenuto in primavera, anche in questo caso la chiusura del Pronto Soccorso servirebbe innanzitutto a dirottare le risorse sanitarie ai reparti Covid. Inoltre, visto che le sale operatorie saranno destinate a ospitare la rianimazione, non avrebbe senso un pronto soccorso senza tali strutture ‘alle spalle’. Si tratta, quindi, di un’operazione che va vista come una sicurezza ulteriore, anche per chi avrà bisogno del pronto soccorso stesso“.

Sono infatti rimasti ancora al palo i lavori per la creazione a Carmagnola di un reparto “strutturale” di terapia intensiva, peraltro previsto dalla programmazione sanitaria regionale.

A differenza di altri interventi, che l’Asl TO5 ha avviato per conto proprio, questo intervento non era alla portata della nostra Azienda sanitaria, né per complessità né per spesa, ed è rimasto direttamente in capo al Commissario straordinario per l’emergenza -conclude il sindaco Gaveglio- Uberti mi ha comunque informata che anche queste procedure sono in fase di avvio“.

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