In occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica 2026, domenica 6 settembre sono in programma visite guidate gratuite alla sinagoga di Carmagnola, antico ghetto cittadino.

La sinagoga di Carmagnola, in via Gian Maria Bertini 8, apre le sue porte al pubblico domenica 6 settembre 2026, in occasione della ventisettesima edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica.
Dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso alle 18, sarà possibile partecipare alle visite guidate gratuite, senza prenotazione, per conoscere uno dei luoghi più significativi della storia degli ebrei sul territorio.
L’appuntamento si inserisce nella manifestazione che ogni anno coinvolge numerose località italiane ed europee con l’obiettivo di promuovere la conoscenza della storia, della cultura e del patrimonio ebraico, attraverso l’apertura al pubblico di sinagoghe, musei e altri luoghi legati alla presenza ebraica.
Il filo conduttore scelto per l’edizione 2026 è “Amore”, un tema centrale nella cultura e nell’etica ebraica, affrontato nelle sue diverse sfaccettature: dall’amore verso il prossimo e verso lo straniero a quello verso Dio e verso il creato.
A Carmagnola, le prime testimonianze della presenza ebraica risalgono alla fine del XV secolo. Il piccolo nucleo presente in città era impegnato soprattutto nelle attività di prestito e commercio e, successivamente, anche nell’arte dell’oreficeria.
Nel 1723 il re Vittorio Amedeo II estese a tutto il Piemonte l’obbligo del ghetto, fino a quel momento istituito soltanto a Torino. Alla comunità ebraica di Carmagnola venne destinata l’area dell’Isola delle Cherche, compresa tra le attuali vie Bertini, Cherche, Benso e Baldessano. Il ghetto si trovava in una posizione centrale, ma leggermente defilata rispetto alle principali vie commerciali e ai percorsi delle processioni cattoliche.
La Comunità era costituita da un piccolo gruppo di famiglie e aumentò di alcune unità nel 1737, quando gli ebrei di Racconigi furono trasferiti in città, non essendo abbastanza numerosi per costituire una Comunità autonoma.
Con l’emancipazione del 1848 iniziò un progressivo spostamento verso i centri maggiori, che portò nel tempo all’estinzione della comunità ebraica carmagnolese. Della sua presenza rimane però un’importante testimonianza: la sinagoga di via Bertini 8, oggi appartenente alla Comunità Ebraica di Torino e magnificamente restaurata.
L’edificio, infatti, rappresenta un esempio particolarmente significativo di sinagoga piemontese dell’epoca dei ghetti. Si trova all’ultimo piano di un edificio dall’aspetto esterno anonimo, che non manifesta la presenza del luogo di culto.
L’interno custodisce invece un autentico gioiello di architettura barocca piemontese, nel quale gli elementi funzionali e decorativi sono stati concepiti in armonia tra loro. Secondo la tradizione regionale, l’aula presenta una pianta centrale, con al centro la splendida tevà a baldacchino in legno laccato, datata 1766.
Sulla parete orientale si trova l’aron ha-kodesh, anch’esso riccamente decorato e realizzato in stile coordinato con la tevà. Particolarmente interessanti sono le decorazioni sul lato interno delle ante, dove sono rappresentati simbolicamente il Santuario di Gerusalemme e i suoi arredi.
Lungo le quattro pareti corre un’unica panca continua destinata ai fedeli. Tra gli elementi di maggiore interesse ci sono inoltre i numerosi cartigli dipinti sull’intonaco: nei versi poetici sono celate date di eventi e nomi dei donatori che contribuirono alla realizzazione della sinagoga.
La visita comprende anche la piccola mostra permanente “Parole, immagini, oggetti e architetture delle sinagoghe piemontesi”, allestita nei locali al piano terreno attraverso i quali è stato realizzato il nuovo ingresso alla sinagoga.
Il percorso espositivo offre una panoramica sui principali caratteri architettonici delle sinagoghe piemontesi ancora esistenti, illustrandone attraverso tavole e modelli le condizioni di conservazione e gli interventi di restauro realizzati.
Sono inoltre esposti alcuni oggetti della tradizione, scelti per raccontare aspetti fondamentali della vita e della cultura ebraica. La mostra costituisce un’introduzione alla visita dell’aula sinagogale e, allo stesso tempo, un punto di partenza per conoscere il più ampio patrimonio costituito dalla rete delle sinagoghe piemontesi.
La Giornata Europea della Cultura Ebraica coinvolgerà quest’anno, in Piemonte, anche Torino, Alessandria, Asti, Chieri, Cuneo, Ivrea, Mondovì e Saluzzo, con programmi di visite, passeggiate e iniziative culturali.
In particolare, domenica 6 settembre le sinagoghe di Alessandria, Asti, Carmagnola, Cuneo, Mondovì e Saluzzo saranno aperte al pubblico dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso alle 18, con visite gratuite e senza prenotazione.
La manifestazione è coordinata a livello nazionale dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e promossa a livello europeo dalla European Association for the Preservation and Promotion of Jewish Culture and Heritage. L’edizione 2026 coinvolge 17 Regioni italiane e numerosi Paesi europei.


















































