Nell’ambito della media partnership con Letti di Notte 2026 a Carmagnola, “Il Carmagnolese” intervista i protagonisti “dietro le quinte” del Festival: microfono a Natalia Ceravolo, giornalista di Radio Capital e Donna Moderna, quest’anno per ben due volte sul palco del Festival come intervistatrice.

In qualità di media partner di Letti di Notte 2026, “Il Carmagnolese” intervista in esclusiva ogni giorno alcuni dei protagonisti “dietro le quinte” del Festival letterario-pop di Carmagnola: oggi il microfono passa alla giornalista Natalia Ceravolo, che ieri ha dialogato con Concita De Gregorio e questa sera salirà sul palco di Cascina Vigna insieme alla scrittrice Viola Ardone.
Partiamo con una breve biografia: chi è Natalia Ceravolo?
Sono nata in Calabria, mi sono laureata in Giurisprudenza all’Università di Pisa, per poi stabilirmi a Torino, dove ho frequentato la Scuola Holden. Oggi collaboro attivamente con diverse case editrici, scrivo per Donna Moderna e riviste di critica letteraria, insegno Diritto ed Economia, curo eventi culturali e do voce ai libri e alle narrazioni contemporanee su Radio Capital alla domenica. Sono anche autrice di un albo illustrato, “Il posto dell’errore”, edito da Saremo Alberi Editore.
Da quanto tempo collabora con Letti di Notte e in che modo?
Collaboro con questa meraviglia che è “Letti di Notte” da quattro anni. Mi occupo di dialogare con gli autori ospiti e sostengo, con un ricco scambio di idee, l’ideatore della rassegna, ossia Maurizio Liberti: una persona incredibile, un unicorno nel mondo degli eventi letterari.
Gino Cecchettin a Letti di Notte Carmagnola, intervistato da Natalia Ceravolo (video di Cristina De Stefano)
Qual è il suo ricordo indimenticabile legato al Festival?
Sicuramente il dialogo con Gino Cecchettin. Ricordo l’emozione e la compostezza di tutto. Delle parole, dei silenzi, del dolore e della folla enorme che ascoltava. Siamo stati un tutt’uno. Indimenticabile.
Chi sono la scrittrice o lo scrittore che vorrebbe intervistare? Ovviamente a Letti di Notte…
Su questo palco mi piacerebbe incontrare Annie Ernaux e Daria Bignardi. Magari trovandoci tutte e tre a dialogare su “donne gelate che si disgelano”. Insieme.













































