Confindustria Piemonte “fotografa” un’economia che rallenta

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Dati economici in calo rispetto a giugno, soprattutto per il settore manifatturiero. Bene le imprese di servizi, a partire dal torinese. Il presidente regionale di Confindustria resta preoccupato dello scenario globale e nazionale.

 

confindustria piemonteConfindustria Piemonte ha reso noto i dati sull’economia regionale relativi al quarto trimestre 2018.
L’indagine è stata realizzata nell’ambito della collaborazione con Unioncamere Piemonte, Intesa Sanpaolo e UniCredit per il monitoraggio della congiuntura economica piemontese.

La rilevazione segnala un complessivo raffreddamento del clima di fiducia, rafforzando i segnali negativi che erano già emersi a giugno -commentano da Confindustria Tuttavia, il dato deriva da un andamento divergente del settore manifatturiero e dei servizi: nel manifatturiero le aspettative peggiorano, pur restando moderatamente positive; nei servizi, invece, gran parte degli indicatori si irrobustiscono rispetto a giugno“.

A livello territoriale, gli indicatori sono notevolmente divergenti. In alcuni casi (Asti, Biella, Canavese) il clima di fiducia appare più favorevole, al contrario, le attese peggiorano in modo piuttosto sensibile a Novara e Verbania.
Nelle provincie di Torino, Cuneo e Vercelli il clima di fiducia si assesta pur rimanendo espansivo, grazie soprattutto alle migliori previsioni delle imprese dei servizi. 

Nel comparto manifatturiero, il sondaggio di settembre registra un ulteriore indebolimento di quasi tutti gli indicatori. In particolare, peggiorano le attese sulla produzione che, pur rimanendo positive, perdono quasi tre punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione. Stesso andamento in calo anche per ordinativi totali e livelli occupazionali. Il ricorso alla cassa integrazione aumenta di oltre un punto. Stabile su livelli elevati il tasso di utilizzo degli impianti; in lieve calo la propensione all’investimento“, dettagliano gli autori dell’indagine.
Si riapre, inoltre, la forbice tra piccole e medie imprese, pur con indicatori positivi in entrambi i casi. Emerge una forte correlazione tra propensione all’export e aspettative; per le imprese presenti soltanto sul mercato interno, il saldo ottimisti e pessimisti scende al punto di equilibrio.”Le indicazioni più favorevoli provengono dai comparti metalmeccanico (soprattutto meccatronica) e delle industrie manifatturiere varie; buona tenuta anche per materie plastiche e alimentari, mentre tornano invece negative le attese nell’edilizia dopo il boom di giugno -concludono da Confindustria- Nel comparto dei servizi migliorano i saldi su produzione e ordini, si rafforza sensibilmente l’utilizzo delle risorse. Stabili gli investimenti. Il ricorso alla cassa integrazione rimane marginale, mentre rallenta la creazione di occupazione“.

Il presidente degli industriali regionali, Fabio Ravanelli, commenta: “In un contesto complessivo senza dubbio più difficile e preoccupante rispetto a quello dei mesi scorsi, le valutazioni fornite dalle imprese piemontesi possono sembrare perfino rassicuranti. I principali indicatori si raffreddano leggermente rispetto a giugno, ma rimangono espansivi, segnalando una prevedibile decelerazione della crescita, comune peraltro a gran parte dell’Europa. La cronaca ci impone di pesare questi dati con grande cautela per l’estrema fluidità del quadro politico ed economico nel quale si posiziona il nostro Paese. A livello internazionale, per il succedersi di dazi, spinte protezionistiche, e il crescendo di scontro politico all’interno dell’Unione europea; a livello italiano e locale per le turbolenze innescate dal Documento di Economia e Finanza che stanno portando a una forte instabilità dei Mercati e all’aumento dello spread”.