La Giunta Gaveglio: “superare e smantellare i campi nomadi a Carmagnola”

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Approvato dalla Giunta Gaveglio un piano per promuovere il superamento e il progressivo smantellamento dei campi nomadi a Carmagnola, a partire da quelli di via Agnelli e di via Pramorano, favorendo l’integrazione delle persone che oggi vi abitano.

campi nomadi carmagnola
La strategia di superamento dei campi nomadi è promossa anche dalle associazioni del Terzo Settore che si occupano del tema

La Giunta comunale di Carmagnola, con una delibera ufficiale approvata all’unanimità, ha approvato un piano per “promuovere il superamento e il progressivo smantellamento dei campi nomadi, formali e informali, individuando una serie coordinata di azioni per favorire l’inclusione socio-economica delle popolazioni ivi insediate, con il superamento dei casi di comportamenti devianti, favorendo l’integrazione scolastica, sociale, lavorativa e abitativa“.

A oggi, sul territorio cittadino, risultano presenti tre campi ufficiali, in via Agnelli, via Cappellino (in parte su area di proprietà pubblica e in parte su area di proprietà privata) e via Pramorano.

La Giunta ha già fornito un primo elenco di interventi, a partire dalla revisione dei regolamenti comunali oggi in vigore che riguardano i campi nomadi, inserendo norme a “ripristino della legalità” ma anche a tutela dei nuclei familiari finora autorizzati alla permanenza.

L’Amministrazione Gaveglio sottolinea come sia necessario promuovere il superamento degli insediamenti esistenti in via Pramorano e via Agnelli, “che non hanno compatibilità urbanistica“, un requisito richiesto anche dal disegno di legge regionale per le nuove aree di transito.

Chi provvederà a demolire o rimuovere spontaneamente le proprie strutture oggi esistenti nei due campi nomadi carmagnolesi sopra citati, risultando privo di altre sistemazioni abitative, potrà pertanto accedere (previa disponibilità) ad alloggi comunali o di edilizia residenziale pubblica oppure ottenere una garanzia dal Comune, pari a sei mensilità, per affitti convenzionati.

Occorre inoltre promuovere l’attivazione di forme di cooperazione tra i diversi soggetti a vario titolo coinvolti nel processo (Regione Piemonte, Prefettura, eccetera), nel rispetto dei rispettivi ruoli e competenze, per individuare le migliori strategie e per affrontare il tema a 360 gradi, valutando tutte le diverse implicazioni e ricadute“, sottolineano da Palazzo.

Il futuro delle aree oggi occupate dai campi nomadi, secondo il progetto comunale, è la loro rinaturalizzazione, anche attraverso dell’assegnazione delle aree con finalità agricole.

Il progetto comunale, inoltre, includerà anche misure specifiche per quanto riguarda aree di sosta temporanee ed eventuali insediamenti irregolari.

Si tratta di misure studiate per dare applicazione alla strategia nazionale di inclusione dei Rom e dei Sinti nonché alle direttive europee in materia -spiegano dall’Amministrazione- Esse prevedono il superamento delle forme di ghettizzazione, smantellando i campi nomadi e realizzando percorsi di accompagnamento all’integrazione sociale dei nuclei familiari. Anche le associazioni che si occupano dell’inclusione delle suddette popolazioni chiedono da anni di andare oltre rispetto all’attuale sistema, che porta in molti casi a condizioni di degrado sociale, con aree in cui mancano anche i servizi primari“.

Dalla Giunta sottolineano anche come il termine stesso ‘campi nomadi‘ sia ormai superato “sia da un punto di vista linguistico che culturale” e come esso non fotografi correttamente la situazione attuale.

Il progetto sarà sviluppato dall’Unità comunale “Vigilanza del territorio”, attiva da alcuni mesi, che avrà il compito di valutare “tutti gli aspetti collegati allo smantellamento dei campi nomadi a Carmagnola e, in particolare, le azioni da intraprendere per favorire l’integrazione“.