Ha preso forma il progetto “Hortus Conclusus”, che ha visto gli studenti dell’Istituto Baldessano Roccati di Carmagnola riqualificare il giardino medievale dell’ex convento di Sant’Agostino, nel cuore della città.

Nel cuore dell’ex convento di Sant’Agostino, a Carmagnola, ha preso forma “Hortus Conclusus”, il progetto di riqualificazione del giardino medievale interno realizzato dagli studenti dell’Istituto Baldessano Roccati.
«Tutto si è ispirato al concetto medievale del “giardino chiuso”, tipico dei conventi e dei chiostri monastici -spiegano dalla scuola- Nel Medioevo questi spazi rappresentavano luoghi di raccoglimento, meditazione e armonia tra uomo e natura, caratterizzati da una forte valenza simbolica e spirituale».
Allievi e allieve di differenti corsi di studi hanno dato vita a un’iniziativa che unisce memoria storica, competenze agrarie e lavoro pratico, restituendo al luogo una nuova identità culturale e paesaggistica.
La fase iniziale del progetto è stata sviluppata dalla classe 3 ALC, coordinata dal professor Cavaglià, che ha condotto un accurato studio sui giardini medievali, approfondendone struttura, funzione e significato.
Gli studenti hanno inoltre realizzato una ricerca specifica sulle specie officinali coltivate nei conventi e nei chiostri dell’epoca, evidenziandone il ruolo fondamentale nella medicina tradizionale, nella cucina e nella vita quotidiana monastica. Un lavoro che ha costituito la base conoscitiva su cui si è sviluppata l’intera progettazione del giardino.

Su queste fondamenta si è inserito il contributo della classe 4 ATA, che ha svolto un ruolo centrale nella fase di rilievo e progettazione degli spazi. Gli studenti hanno tradotto in progetto le informazioni storiche e botaniche emerse dalla ricerca della 3 ALC, dimostrando la capacità di integrare conoscenze teoriche e competenze agronomiche proprie del percorso di studi.
In particolare, la progettazione delle aree del giardino è stata guidata dalla corretta collocazione delle specie vegetali e dalla loro compatibilità ambientale, valorizzando le competenze tecniche tipiche di un istituto agrario, dove lo studio delle piante non è solo teorico ma legato alla loro gestione concreta e sostenibile.

La classe 4 BPA ha invece curato la fase esecutiva del progetto, coordinati dai docenti Marinaccio, Guccione, Pansa e Badellino, distinguendosi per l’elevato livello di manualità e per la precisione nelle operazioni di messa a dimora delle essenze vegetali.
Il lavoro ha richiesto attenzione, coordinamento e capacità pratiche nell’uso degli strumenti e nella realizzazione degli impianti verdi.
All’interno del giardino è stato realizzato un roseto, elemento centrale nella tradizione medievale. La rosa era simbolo di purezza, amore spirituale e devozione mariana, oltre a evocare l’idea di perfezione e paradiso terrestre.
La zona centrale accoglie diverse specie vegetali, ciascuna con un preciso valore simbolico: il melograno rappresenta fertilità e rinascita; l’alloro richiama sapienza e gloria; la salvia è simbolo di salute e saggezza; la lavanda evoca purezza e serenità; il rosmarino rappresenta memoria e fedeltà; la vinca, sempreverde, simboleggia immortalità e continuità della vita.
Infine, una parte del giardino è stata destinata all’orto, elemento essenziale nella tradizione monastica medievale.














































