“Il rumore dell’acqua”, romanzo d’esordio per la carmagnolese Giulia Gaveglio

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La scrittrice Giulia Gaveglio, originaria di Carmagnola e formatasi alla Scuola Holden di Torino, ha pubblicato il suo primo romanzo “Il rumore dell’acqua”, ambientato in Islanda. Il Carmagnolese l’ha intervistata.

Giulia gaveglio
La carmagnolese Giulia Gaveglio ha pubblicato il suo primo libro “Il rumore dell’acqua”

Si intitola “Il rumore dell’acqua” il romanzo d’esordio della scrittrice Giulia Gaveglio, classe 1992, originaria di Carmagnola, che da quattro anni vive a Milano con il compagno Alberto Cipolla, musicista e compositore.

Il libro è stato pubblicato da Affiori, società della casa editrice Giulio Perrone che si occupa di autori emergenti.

È ambientato in Islanda, nel paesino di Djúpivogur, sulla costa est. Qui vive Jon in compagnia di un vecchio cavallo zoppo: vent’anni prima ha perso sua figlia, allontanatasi da casa dopo una discussione e misteriosamente scomparsa. Ora nella sua vita irrompe all’improvviso Gabriele, un ragazzo italiano bloccato in paese, apparentemente a causa di un guasto della macchina. Il giovane, dai modi inquietanti e dal passato misterioso, invade la casa di Jon, dando inizio a un equilibrio strano e precario.

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Giulia Gaveglio si racconta a “Il Carmagnolese”

Come nasce questo libro?
L’inizio del romanzo è nato come progetto finale alla Scuola Holden di Torino, che ho frequentato dal 2017 al 2019 specializzandomi in scrittura creativa, dopo la laurea in Filosofia. Ho poi continuato a portarlo avanti per conto mio e insieme alla mia insegnante Elena Varvello (scrittrice che pubblica con Einaudi, ndr). Tramite un concorso sono arrivata alla casa editrice Giulio Perrone: non ho vinto, ma il libro è piaciuto e abbiamo deciso di pubblicarlo.

Perché la scelta di ambientarlo in Islanda?
Ero stata lì in viaggio prima di iniziare a scrivere e sono rimasta affascinata da questi immensi spazi aperti, dove si vive a pieno contatto con l’ambiente, nel silenzio. L’ambientazione ha sicuramente influenzato la storia: i miei personaggi, molto travagliati e introversi, si sposavano alla perfezione con questi scenari bellissimi, vasti, in cui la Natura ha ancora il pieno sopravvento sugli esseri umani, in un’isola vulcanica e glaciale allo stesso tempo.

Giulia Gaveglio
Giulia Gaveglio con una copia del libro

Aveva già pubblicato altro, prima di questo romanzo?
In precedenza alcuni miei racconti erano stati ospitati su riviste online come “Neutopia” e anche in alcune antologie della stessa casa editrice. Inoltre da qualche anno sto portando avanti un progetto, realizzato con alcune ex compagne di corso, che si chiama “Megabit – Cose da grandi“: si tratta di narrativa per bambini applicata al racconto dell’attualità, con due alieni che spiegano i fatti del mondo ai più piccoli. Il nostro obiettivo è di creare consapevolezza tramite il gioco e le storie.

Che rapporto ha con Carmagnola, la sua città natale e dove ha studiato fino alle scuole superiori?
Qui ho la mia famiglia e gli amici di una vita, che torno a incontrare ogni volta che posso. Sono i luoghi della mia infanzia e della mia adolescenza e, anche per questo, vi sono molto affezionata. Non a caso, infatti, ho scelto di fare la prima presentazione assoluta del mio romanzo al Circolo Margot, un posto che ho frequentato molto, dove mi sono sempre trovata bene e dove ritrovo molte persone a cui sono legata.

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Potranno esserci altre presentazioni in città o in zona?
In primavera dovrei andare a Bra e Savigliano e sto valutando un nuovo appuntamento a Carmagnola per l’estate: i dettagli sono però ancora da definire.

Ha già in mente un prossimo libro? Potrà esserci magari un’ambientazione carmagnolese?
Qualche idea c’è già, ma ancora nulla di definitivo e, dopo essere andata molto lontano per ambientare il mio primo romanzo, sto pensando a scenari più vicini a me. Tra cui, perché no, anche Carmagnola… Tra l’altro, anche in “Il rumore dell’acqua”, seppur si svolga nell’estremo nord, c’è qualcosa di legato a situazioni e personaggi carmagnolesi, seppur traslato, perché alla fine si scrive di ciò che si conosce bene.

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