L’ex Mahle di La Loggia pronta a ripartire

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I sindacati annunciano l’avvio del percorso di reindustrializzazione degli stabilimenti piemontesi dell’ex Mahle a La Loggia e Saluzzo, a un anno dalla minaccia di chiusura totale e licenziamento di tutti i lavoratori.

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Assemblea dei lavoratori ex Mahle a La Loggia

Si è concluso positivamente il percorso di confronto, mediazione e accordi per la reindustrializzazione della ex Mahle Italia, con conseguente riapertura degli stabilimenti piemontesi di La Loggia e Saluzzo sotto le insegne della Sgf Industrial (newco del gruppo IMR).

Soddisfatti i sindacati che hanno condotto le trattative. “Tutto si è svolto in modo celere e mediando tra i diversi interessi: a distanza di un anno dall’annuncio della chiusura e conseguente licenziamento di tutti i dipendenti, abbiamo sottoscritto l’accordo che ha permesso alla nuova società di assorbire i lavoratori -commenta Igor Albera, funzionario Fim Cisl- Successivamente abbiamo costruito le condizioni per la richiesta della nuova cassa integrazione: ora confidiamo nel buon funzionamento della burocrazia, in modo da arrivare in tempi il più possibile rapidi alla erogazione della ‘cassa’, indispensabile per la sussistenza dei lavoratori, già molto provati dalla carenza economica“.

L’operazione di reindustrializzazione, con un percorso di formazione dei lavoratori, coinvolgerà la totalità dei 256 dipendenti.
Nel frattempo, però, l’azienda farà ricordo alla cassa integrazione straordinaria, per una durata massima di 24 mesi.

L’azienda richiamerà in servizio le figure professionali necessarie al funzionamento
dei servizi e alla progressiva attuazione del piano industriale -spiegano dai sindacati- La durata del periodo di formazione del personale è stata ipotizzata in sei mesi. Il rientro in azienda seguirà la logica dei flussi produttivi e delle priorità“.

Fim, Fiom e Fismic annunciano quindi la loro massima disponibilità a continuare il confronto con la nuova azienda e con le Istituzioni, a partire dalla Regione, per assicurare il pieno compimento del percorso previsto.

Consideriamo il progetto di Sgf fondamentale per tutti. Fino a oggi abbiamo cercato, tutti insieme, di garantire la massima celerità nelle varie e complesse operazioni necessarie alla ripresa della attività produttiva -concludono le tre organizzazioni sindacali- Ci auguriamo che le dinamiche legate all’emergenza Covid19 e alla consueta burocrazia non siano di impedimento“.