Santena al lavoro per rimettere in sesto la rete fognaria

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Si è tenuto questa settimana l’incontro tra l’ufficio tecnico comunale, il sindaco di Santena Roberto Ghio, il vicesindaco Paolo Romano e i referenti Smat per fare il punto sui lavori alla rete fognaria cittadina.

Santena rete fognaria
Durante la riunione sono stati analizzati altri punti critici, evidenziati dagli ultimi rovesci temporaleschi

Santena al lavoro per rimettere in sesto la linea fognaria della città: si è tenuto questa settimana l’incontro tra l’ufficio tecnico comunale, il sindaco Roberto Ghio, il vicesindaco Paolo Romano e i referenti SMAT per fare il punto sui lavori alla rete fognaria cittadina.

La scorsa settimana, a seguito degli allagamenti dovuti alla grandine, sono state effettuate delle videoispezioni alla rete fognaria e verifica delle caditoie in via Cavour e in altri punti della città per verificare eventuali otturazioni residue -riepiloga Romano vicesindaco e assessore con deleghe ai lavori pubblici- La Smat inoltre sta concludendo l’iter per la messa in gara del rifacimento della fognatura nelle zone di via Tripoli, via Tetti Barbieri, via Milite Ignoto, nel tratto della casa di riposo Forchino, e nella zona di Tetti Nuovi“.

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La programmazione comunale prevede il rifacimento delle fognature anche in altri punti della città. Prosegue Romano: “È previsto il rifacimento di tutta la condotta in via Tetti Agostino. Da Smat hanno assicurato che l’appalto sarà messo a gara nel breve tempo, affinché i lavori possano iniziare entro la primavera 2024“.

Durante la riunione sono stati analizzati altri punti critici, evidenziati dagli ultimi rovesci temporaleschi: “Abbiamo sollecitato gli interventi anche nelle zone di via Trinità, via Cavour, via Cavaglià e su tutta l’area di via Sangone. Proprio per la zona di via Sangone SMAT ci ha assicurato che avvierà gli iter di progettazione -riporta Romano- Purtroppo nessuna rete fognaria in Italia è in grado di sopportare le portate d’acqua che si stanno riversando in questi anni sulle nostre città. Ma comunque con una manutenzione costante, un continuo monitoraggio e un progressivo aggiornamento delle infrastrutture possiamo limitare i danni“.

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