Scorie nucleari in Piemonte: parlamentari ed Enti a fianco dei Comuni

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Sul tema delle scorie nucleari, i parlamentari piemontesi si schierano a fianco dei Comuni, con Regione Piemonte e Città metropolitana di Torino.

Scorie nucleari in Piemonte
Parlamentari, Regione, Città metropolitana e Comuni contro l’idea di creare in Piemonte il deposito nazionale delle scorie nucleari

Un emendamento trasversale firmato dai parlamentari piemontesi; un tavolo di concertazione creato dalla Regione per affrontare in modo condiviso il tema dell’eventuale insediamento in Piemonte del sito nazionale unico per il deposito di scorie nucleari; l’impegno di Città metropolitana e Regione nell’affiancare i Comuni con il lavoro dei tecnici.

Questi i principali punti emersi dalla video-riunione convocata dall’assessore regionale Maurizio Marrone e dal vicesindaco di Città metropolitana di Torino, Marco Marocco, che questa mattina ha collegato i sindaci dei territori potenzialmente interessati -a partire da Carmagnola– con numerosi parlamentari piemontesi.

Carmagnola tra i possibili siti per il deposito nazionale di scorie nucleari

Nel corso dell’incontro è emersa anche la necessità di fare squadra sul territorio per difendere le eccellenze agroalimentari e turistichesulle quali tanto si è investito negli ultimi anni“, oltre a segnalare errori ed imprecisioni contenuti nel documento di Sogin “e la mancanza di trasparenza sui documenti“.

A rappresentare gran parte dell’arco costituzionale in Parlamento erano presenti online Alessandro Benvenuto, Jessica Costanzo, Celeste D’Arrando, Silvia Fregolent, Carlo Giacometto, Alessandro Giglio Vigna, Stefano Lepri, Susy Matrisciano, Augusta Montaruli, Lucio Malan, Osvaldo Napoli, Elisa Pirro, Claudia Porchietto e Daniela Ruffino.

Tutti i sindaci hanno chiesto ai parlamentari maggiore trasparenza da parte di Sogin “che sul proprio sito internet non ha pubblicato i documenti necessari“, oltre alla necessità di esplicitare i criteri con cui sono stati individuati i siti potenzialmente idonei.

Con quali criteri sono stati scelti i siti per il deposito nucleare?

Inoltre, è stato chiesto di attivarsi per ottenere subito il rinvio o la sospensione dei termini per presentare le osservazioni proprio a causa della mancanza della documentazioni tecniche necessarie.

Ivana Gaveglio, sindaca di Carmagnola e portavoce della zona omogenea 11 Chierese Carmagnolese, ha messo in evidenza le fortissime preoccupazioni del territorio, oltre alla presenza di gravi errori materiali nel documento di Sogin. Anche gli altri sindaci hanno espresso timore per le possibili ricadute locali.

Firme contro il deposito di rifiuti radioattivi, lunghe code a Carmagnola

Molti parlamentari hanno ricordato di aver già presentato interrogazioni urgenti e di aver chiesto chiarimenti anche ai Ministri sui criteri e le distanze; tutti hanno ribadito la disponibilità a sostenere la battaglia dei territori contro le scorie nucleari in Piemonte e alcuni hanno anche criticato il metodo con cui stata resa pubblica una tematica di livello nazionale così delicata, con un’improvvisa accelerazione dopo anni di attesa e di ritardi.

E’ stato anche richiamato l’impegno per monitorare il rispetto dei tempi del programma di smantellamento del sito nucleare di Saluggia, previsto entro il 2035.

Deposito nazionale delle scorie nucleari, è pubblica la mappa dei 67 siti idonei in Italia

Infine, è stato ribadito dai parlamentari come la procedura di scelta del sito sia in corso e che nessuna decisione è stata assunta: tutti hanno confermato la loro attenzione a questa partita per arrivare a soluzioni di sicurezza verso l’indispensabile creazione di un unico deposito nazionale nel sito più idoneo che presenta le migliori condizioni tecniche.

«Come Regione Piemonte intendiamo aiutare concretamente i Comuni a difendersi dai diktat del Governo calati dall’alto, peraltro con valutazioni ambientali e agricole apparentemente non aggiornate e scollegate dalla realtà -ha dichiarato l’assessore regionale Maurizio Marrone- Per inviare a Roma osservazioni puntuali per dimostrare l’inidoneità dei loro territori ad ospitare rifiuti nucleari, le Amministrazioni comunali avranno bisogno di esperti in materia ambientale, agronomi, geologi e ingegneri idraulici: d’accordo con il Presidente Cirio, costituiremo un gruppo di lavoro con professionisti dipendenti della Regione o degli enti strumentali, da affiancare ai sindaci per far valere le ragioni del territorio. Contestualmente, però, raccoglieremo eventuali disponibilità di altri Comuni, che Sogin potrebbe aver ignorato, a candidarsi volontariamente come sito idoneo senza controindicazioni ambientali, agricole e geomorfologiche».

Scorie nucleari a Carmagnola, sopralluogo al sito individuato per il deposito

Sul tema è intervenuta nuovamente anche l’onorevole Augusta Montaruli, che nei giorni scorsi si era recata nei pressi di Casanova per un sopralluogo nelle aree ritenute “potenzialmente idonee” a ospitare il deposito nucleare.

Siamo al fianco dei sindaci e dei cittadini e saremo la loro voce in Parlamento rispetto ad un tema così delicato e divisivo -dichiara la parlamentare di Fratelli d’Italia- Sono felice che da parte di altri parlamentari piemontesi, anche di maggioranza, stia arrivando sostegno alla mia proposta per far ottenere la proroga del termine per i sindaci di formulare le osservazioni alla Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee, facendo sì che i 60 giorni previsti da legge partano dalla fine dello stato di emergenza. Lo chiederemo con un emendamento bipartisan al Milleproroghe, e spero che il sostegno possa essere quanto più ampio possibile. Fratelli d’Italia, inoltre è pronta alla mobilitazione e in ogni Comune interessato della provincia porterà un ordine del giorno per chiedere la proroga“.

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Dichiara in proposito il deputato Pd Stefano Lepri: “La decisione di riprendere il percorso per collocare il deposito nazionale delle scorie nucleari è importante soprattutto in Piemonte, dove oggi sono conservate temporaneamente la gran parte delle scorie nucleari pericolose, in modo non totalmente sicuro: il Governo, dunque, non ha messo la testa sotto la sabbia, come invece è successo per molti anni -sottolinea- La ricerca dei potenziali siti, peraltro, dovrà escludere territori che per varie ragioni (vocazioni agricole riconosciute, tutela di ambienti di pregio, danni ambientali già subiti, ecc.) appaiono fin da subito, con assoluta evidenza, non adatti”.

Che caratteristiche avrà il deposito nazionale delle scorie nucleari?