Si presenta Slimma D, giovane artista rap-trap carmagnolese

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L’artista emergente Slimma D racconta a “Il Carmagnolese” le proprie esperienze in ambito musicale: classe 1998, si dedica a rap, hip hop e trap.

Slimma D
Slimma D è un rapper classe 1998, cresciuto a Carmagnola e interessato anche a sonorità più sperimentali.

Si presenta a “Il Carmagnolese” Slimma D, artista classe 1998, nato a Carmagnola e appassionato al rap e alla trap.

Nome di battesimo Simone Vartuli, Slimma D ha già pubblicato numerosi singoli ed EP su Spotify e YouTube, incluse varie collaborazioni con altri rapper carmagnolesi, e di recente si è esibito al Circolo Arci Margot.

Quali sono state le sue esperienze principali?
Ho fatto parte del Collettivo “Cultura grezza crew“, formato da cinque artisti carmagnolesi, scioltosi alcuni anni fa. Il gruppo si è dedicato principalmente a musica pop, underground e soul. Sono usciti due EP, nel 2015 e nel 2017: Cultura Grezza Soul EP e Diversamente.

Quindi ha intrapreso la carriera da solista?
Ho cominciato a esibirmi da solista nel 2018, con un EP di tre tracce, “Basta poco”, su YouTube. Ho continuato con le collaborazioni: nel 2019, ho pubblicato l’ep “Non mi sentono” con K-Cross, un membro del Collettivo. Infine, nel febbraio 2021 è uscito il “98 ep”. 
Il mio ultimo progetto è un featuring con Gibo, “Venom inside”, un altro collega del Collettivo e grande amico, con cui ho caricato alcuni pezzi su YouTube. 

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Ha programmi per il futuro?
Sto lavorando da mesi su alcuni mixtape, tracce su basi americane o francesi, non auto-prodotte. Vorrei continuare la carriera da solista, ma non escludo nuove collaborazioni con altri artisti di Carmagnola o di altre città: amo viaggiare, conoscere nuova gente e realtà sempre diverse.

Come si è avvicinato al mondo della musica?
Ho conosciuto il mondo della musica grazie alla famiglia: mio fratello ha sempre ascoltato reggae e rap, mentre mio padre è appassionato di soul. Ha stimolato la mia curiosità un cugino, d-boy, cioè un ballerino di musica black: nel 2014, sono andato con lui a una jam, incontro di ballerini, musicisti e scrittori, il cui ambiente mi ha affascinato profondamente. Inizialmente ero certo di voler fare il produttore, ma in seguito mi sono innamorato della scrittura dei testi.

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Qual è stato il suo percorso artistico?
Fino al 2018, mi sono ispirato principalmente a hip hop classico anni ’90, e al rap, componendo brani tecnicamente molto veloci. Ultimamente, invece, mi sono avvicinato ad altri generi, come la trap, puntando sulle novità e su beat del momento. La sperimentazione è alla base di tutto: non solo il mercato è già saturo, ma c’è una forte necessità di innovazione.

Quali personalità hanno influenzato il suo percorso?
I membri del Collettivo hanno certamente giocato un ruolo importante nella mia crescita personale: anche a distanza da anni, siamo tutti in ottimi rapporti e ci sosteniamo a vicenda. Gli artisti a cui devo di più sono Ninghe, produttore di Carmagnola, che mi aiuta con le basi, e Gibo, che gestisce uno studio alle case del sole, messo a disposizione da Casa Frisco. Sono molto importanti anche Donny Done, produttore di Moretta, con cui ho organizzato più di un dj set, e alcuni ragazzi più giovani, come Manny e Sisma.

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