Biodigestore tra Piobesi e Vinovo, le osservazioni di Rifiuti Zero

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Rifiuti Zero Piemonte ha fatto pervenire dieci osservazioni in merito al progetto di costruire un biodigestore tra Piobesi e Vinovo. “Non esistono compensazioni che valgono la salute e la qualità della vita delle persone”, dichiarano gli attivisti zero waste.

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Un impianto di compostaggio [immagine di repertorio]
In vista della conferenza dei servizi per la costrizione di un biodigestore tra Piobesi Torinese e Vinovo, Rifiuti Zero Piemonte ha fatto pervenire a “Il Carmagnolese” una copia delle osservazioni presentate ai sindaci coinvolti, alla Città metropolitana di Torino e alla Regione.

Siamo venuti a conoscenza del progetto soltanto da una settimana, su segnalazione di alcuni abitanti della zona, preoccupati -esordiscono Laura Piana, Oscar Brunasso e Sabina Borri a nome del movimento Zero Waste Piemonte– La prima importante osservazione che facciamo è quella della mancata trasparenza e coinvolgimento dei cittadini, evidentemente e direttamente coinvolti da questo progetto“.

Tensione tra Piobesi e Vinovo per il biodigestore

Seguono 10 osservazioni e domande in merito al progetto (riportate integralmente qui). Tra queste, gli ambientalisti sottolineano come, in base ai dati da loro forniti, non vi sia una reale necessità del nuovo impianto in quanto “abbiamo già impianti funzionanti e autorizzati pronti per accogliere un aumento di +44% di rifiuti prodotti dall’intera Regione Piemonte“.

Per quale ragione si dovrebbe introdurre un nuovo impianto, con un innegabile impatto ambientale, senza che ve ne siano le reali necessità? -chiedono da Rifiuti Zero- Sarà contrattualmente previsto per la società l’obbligo di limitare lo smaltimento ai rifiuti prodotti all’interno della Regione Piemonte, a tutela dei cittadini e dei principi di autosufficienza e prossimità?“.

Un’altra osservazione riguarda il consumo di suolo: “L’impianto sarà costruito su un terreno agricolo, sottraendo superficie totale di circa 32.000 metri quadri al territorio agricolo. Come si concilia con i principi della legislazione e della pianificazione regionale?”.

Gli attivisti zero waste puntano quindi il dito contro l’aumento di automezzi causato dall’impianto. “La società proponente ipotizza un aumento di 30 mezzi al giorno -evidenziano- Considerato che la zona rientra già all’interno di un’area a traffico veicolare già particolarmente intensa e considerato che il trasporto su strada rappresenta una delle principali cause di inquinamento atmosferico, come può considerarsi adeguato il posizionamento di questo impianto?“.

Biodigestore tra Vinovo e Piobesi: si valuta l’impatto ambientale

Fonte di preoccupazione per Rifiuti Zero Piemonte sono anche la presenza di falde acquifere abbastanza superficiali e il possibile impatto a livello di odori: “Anche le tecniche più innovative possono solo ridurre le emissioni odorigene, non eliminarle”, dichiarano Piana, Brunasso e Borri.

Le altre osservazioni presentate riguardano le dimensioni dell’impianto (definite “spropositate”); la presenza di vincoli ambientali, paesaggistici e idrogeologici; la zonizzazione acustica; la qualità dell’aria e la produzione di biometano al netto di quello necessario per il funzionamento del biodigestore stesso, ritenuta troppo marginale per far rientrare il progetto nell’ambito dell’economia circolare.

Considerate le osservazioni, non esistono compensazioni che valgono la salute e la qualità della vita delle persone“, è la conclusione di Zero Waste Piemonte, che esprime così un parare fortemente negativo e contrario all’impianto.

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