La carmagnolese Cristina Bosco ha pubblicato il suo primo libro

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Pubblicato “Distinguere un sorriso da un velo”, primo libro della giovane farmacista carmagnolese Cristina Bosco, edito da Il Cielo Stellato.

Cristina Bosco
Il libro “Distinguere un sorriso da un velo” è il romanzo di esordio della carmagnolese Cristina Bosco

Si intitola “Distinguere un sorriso da un velo” il romanzo d’esordio della giovane farmacista carmagnolese Cristina Bosco, pubblicato dalla casa editrice Il Cielo Stellato e disponibile nelle librerie e negli store online.

«Questo libro nasce come idea in un periodo di grandi cambiamenti e situazioni delicate che hanno coinvolto la mia famiglia: quando era allo stato primordiale, è stato un valido aiuto per metabolizzare questi eventi particolari, e devo dire anche nuovi per me, dal momento che ho sempre trovato nella scrittura un modo per accettare meglio la realtà», racconta l’autrice.

Cristina Bosco
L’autrice Cristina Bosco

Da quei semplici pensieri, sparsi qua e là su fogli volanti e sulle note del cellulare, quattro anni fa Cristina ha iniziato a pensare che avrebbe potuto creare una storia da raccontare. «In pochi minuti ho avuto ben chiara tutta la trama, dall’inizio alla fine, e ho sentito sempre più forte il bisogno di riportarla nero su bianco», ricorda.

Nella pratica, però, ci sono stati momenti difficili emotivamente, soprattutto durante la stesura delle parti riguardanti la malattia del protagonista maschile, perché hanno fatto riaffiorare la sofferenza, il dolore, la paura e l’incertezza della situazione. Altre parti del romanzo invece, sono state scritte con facilità e di getto e non sono più state modificate.

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«Ho ambientato il romanzo in luoghi che conosco molto bene, primo fra tutti quello della farmacia, essendo anch’io farmacista, ma anche quello agricolo della campagna torinese, lo stesso in cui ho vissuto anch’io -prosegue Cristina Bosco- Ho cercato di raccontare in questo romanzo una vita normale, semplice, comune e credo che la maggior parte dei lettori si possa facilmente riconoscere nei personaggi e nelle vicende».

Lo scopo del suo romanzo è di riuscire a trasmettere la voglia di non perdere la speranza di fronte alle difficoltà e cercare di trovare sempre il buono in tutte le situazioni, anche le più dolorose, perché anche dal dolore può nascere qualcosa di utile e bello.

«Spero di riuscire anche a trasmettere la voglia di provare a non soffermarsi all’apparenza, ma di cercare di scoprire sempre la vera sostanza -conclude- Mi auguro anche che questo romanzo sia uno stimolo per imparare a distinguere un sorriso vero da uno velato, mostrato da qualcuno per nascondere ben altro».

La copertina del libro

“Distinguere un sorriso da un velo”: la trama

“Distinguere un sorriso da un velo” racconta la storia di Lavinia, una trentenne che ha le idee molto chiare su quello che vuole, tende a fare mille progetti per il futuro e ama programmare minuziosamente la sua vita.

In fondo da adolescente non ha avuto difficoltà particolari a scuola, piuttosto che con gli amici o con la famiglia. Fino alla laurea in farmacia si può dire che ha realizzato i suoi sogni senza troppa fatica e proprio come li aveva immaginati.

Crescendo, però, scopre che non funziona proprio così e capisce che quando inizia a relazionarsi più profondamente con altre persone, è più difficile ottenere ciò che si vuole perché bisogna scendere a compromessi, si devono fare discussioni e infine ci sono aspetti della vita di ognuno di noi che accadono senza una spiegazione, ma soprattutto impara che alcune cose non si possono controllare totalmente.

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Tra le tante cose incontrollabili che la vita ci può mettere di fronte ci sono i problemi di salute, ai quali peraltro Lavinia è in un certo senso abituata a sentire e a vedere direttamente in farmacia ogni giorno, ma ben diverso è quando la malattia colpisce qualcuno della propria famiglia o un nostro caro amico.

Ovviamente questa scoperta manda in crisi Lavinia, che dovrà imparare ad affrontare diversamente i problemi e soprattutto dovrà cambiare totalmente la sua visione della vita. Per fortuna è circondata da molte persone che le vogliono bene, le danno consigli, la sostengono e questo la aiuta a trovare sempre una soluzione, anche quando non sembra ci sia.

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Lavinia ha molti punti di riferimento ed essendo una grande ascoltatrice fa tesoro dei consigli che le vengono dati, soprattutto quelli dalla nonna Gianna, ormai novantenne, alla quale la protagonista è molto affezionata.

Nel corso dei vari capitoli si possono trovare delle vere e proprie lezioni che l’anziana tramanda alla nipote e non sono altro che suggerimenti per vivere serenamente con se stessi e con gli altri e questi semplicemente derivano dall’esperienza vissuta dalla nonna e dalla sua saggezza.

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Un altro aiuto fondamentale per Lavinia è il lavoro, che ama moltissimo, e l’ambiente della farmacia rappresenta per lei il rifugio sicuro ogni volta che si senta sopraffatta dai problemi. Infine un aspetto importante per il suo benessere mentale è la musica, che rappresenta per lei una fonte di conforto, anche se non sempre riesce ad esserle pienamente d’aiuto.

«La musica è un tema centrale del romanzo e infatti ogni capitolo è introdotto da alcuni versi di una canzone che anticipa l’argomento del capitolo stesso -spiega l’autrice- Lo stesso titolo è la traduzione di un verso di una famosissima canzone dei Pink Floyd».

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Il romanzo è scritto in prima persona, come fosse una sorta di diario personale di Lavinia, che racconta la sua storia dal suo punto di vista e si svolge in un periodo di due anni.

In questo tempo la protagonista cresce molto, acquista maturità, empatia, impara a non soffermarsi all’apparenza delle cose e delle persone, ma cerca di capire le vere motivazioni che spingono qualcuno a comportarsi in un determinato modo e soprattutto si rende conto che di fronte alle situazioni gravi, quello che conta davvero è la presenza delle persone e l’amore.

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