Sportello anti-violenza: Carmagnola Insieme attacca la Giunta Gaveglio

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Carmagnola Insieme (centro-sinistra) va all’attacco della Giunta Gaveglio sul tema dei servizi anti-violenza: “finora è mancato l’interesse a collaborare con le realtà locali”.

violenza donne carmagnola insieme
La grafica utilizzata da Carmagnola Insieme sui social per attaccare l’Amministrazione Gaveglio sul tema del contrasto alla violenza di genere

La coalizione di centro-sinistra Carmagnola Insieme attacca la Giunta Gaveglio sulla gestione dei servizi contro la violenza sulle donne negli anni passati.
Ecco il testo della lettera aperta:

Pochi giorni fa Carmagnola è stata scossa dalla notizia di un nuovo femminicidio (il secondo in pochi mesi nella nostra città), che ha avuto come vittima la psicologa Teodora Casasanta e anche il figlio Ludovico, di cinque anni.

Dopo questa tragedia, la nostra sindaca ha dichiarato: “stiamo lottando per avere aperti e in presenza i servizi di ascolto per le donne vittime di violenza” e ha affermato di voler creare un fronte compatto con le associazioni locali. Questo intento incontra ovviamente il nostro appoggio, ma allo stesso tempo ci lascia perplessi.

Era il 2016 quando abbiamo proposto l’attuazione di un piano anti-violenza a Carmagnola, a partire dalle basi già poste dalla precedente Amministrazione. Quella proposta era stata accolta all’unanimità dal Consiglio comunale, ma è stata poi messa in pratica solo in parte: è stato inaugurato lo sportello antiviolenza, ma le altre possibili azioni sono state accantonate (e le sollecitazioni in merito ignorate).

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Lo sportello è stato realizzato grazie alla convenzione con l’associazione Svolta Donna (ora E.M.M.A) e ha visto in una prima fase la partecipazione di tante volontarie delle associazioni carmagnolesi che si erano rese disponibili a essere formate per affiancare le operatrici professioniste. Un’anima locale del progetto che rappresentava una peculiarità positiva rispetto ad altre esperienze simili, ma che purtroppo ora non esiste più.

Le volontarie coinvolte, infatti, si sono trovate di fronte a grossi problemi organizzativi, mancanza di coordinamento, di formazione e addirittura del materiale necessario allo svolgimento delle attività. La situazione era diventata insostenibile, al punto che alcune di loro si sono organizzate per istituire un nuovo spazio di ascolto e un nuovo sportello antiviolenza.

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La mancanza di interesse per la collaborazione con le realtà locali non emerge solo dalla vicenda dello sportello, ma è evidente anche dal fatto che il Tavolo delle Pari Opportunità, che dovrebbe garantire il confronto tra associazioni, sindacati, professionisti e Amministrazione su diversi temi, tra cui la violenza di genere, non viene convocato da più di un anno (neanche in forma virtuale) e anche in precedenza veniva riunito in modo sporadico, in occasione di ricorrenze come l’8 marzo. In generale, non c’è mai stata, negli ultimi cinque anni, la capacità di far lavorare il Tavolo su tutti i temi di sua competenza, anche non direttamente collegati alla prevenzione della violenza.

Di fronte a questo scenario ci chiediamo quindi: con quali associazioni l’Amministrazione vuole collaborare? Esiste un vero piano per il contrasto alla violenza sulle donne?

Il tema della violenza di genere è così complesso che chiunque, soprattutto chi ricopre il ruolo di amministratore, si trova in difficoltà nell’affrontarlo. Noi non abbiamo una soluzione pronta da pubblicare sui giornali, ma crediamo che il confronto e la rete siano un elemento fondamentale per individuare azioni efficaci e soprattutto capillari. Non sempre è necessaria una “lotta” per ottenere risultati e soprattutto la lotta non può essere contro quelle realtà che quotidianamente agiscono sul territorio per tutelare le donne e la Comunità.

Carmagnola Insieme

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