Piemonte: didattica a distanza e centri commerciali chiusi nel weekend

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Entrano in vigore nei prossimi giorni le due ordinanze firmate ieri dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che impongono la didattica a distanza nelle scuole superiori e chiudono i centri commerciali nel weekend.

centri commerciali chiusi in piemonte centro commerciale Bennet Carmagnola
I centri commerciali in Piemonte dovranno stare chiusi nei weekend fino almeno al 13 novembre 2020, come misura di prevenzione del contagio da Covid-19: lo prevede un’ordinanza firmata dal presidente Alberto Cirio (foto Facebook @CentroCommercialeCarmagnola)

Chiusura il sabato e la domenica dei centri commerciali -ad esclusione dei settori alimentare e farmaceutico- e didattica a distanza nelle scuole superiori (dalla seconda alla quinta): queste le novità delle due ordinanze, valide fino al 13 novembre, firmate ieri dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, al termine di una lunga giornata di confronto con le Prefetture, i sindaci, i presidenti di Provincia, il mondo della scuola e le organizzazioni di categoria.

Obiettivo: ridurre gli assembramenti e alleggerire il sistema dei trasporti, per frenare la curva dei contagi da Covid-19 sul territorio piemontese.

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Centri commerciali

L’ordinanza prevede dal prossimo sabato, 24 ottobre 2020, la chiusura dei centri commerciali il sabato e la domenica, ad esclusione degli esercizi di vendita di generi alimentari, farmacie e studi medici, locali di ristorazione e tabaccherie.
L’obiettivo è evitare assembramenti ed evitare che siano meta anche di molti residenti in Lombardia, che ha già assunto un analogo provvedimento“, spiegano dalla Regione.

Si confermano inoltre la chiusura notturna, dalla mezzanotte alle 5, di tutte le attività commerciali al dettaglio (ad eccezione delle farmacie) e il divieto di vendita di alcolici dopo le ore 21 in tutte le attività commerciali (anche attraverso apparecchi automatici), escluso il servizio di consumazione al tavolo negli esercizi di ristorazione.

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Sono scelte di rigore, prudenza e buon senso per ridurre la mobilità e gli assembramenti”, evidenzia il presidente Cirio, annotando che “quello che possiamo fare oggi ci permette di non chiudere tra qualche settimana bar, ristoranti, parrucchiere, centri estetici e negozi”.

Aggiunge l’assessore regionale al Commercio, Vittoria Poggio: “Siamo perfettamente coscienti che l’intero comparto del commercio abbia già subito pesanti conseguenze, ma le restrizioni di oggi sono purtroppo una scelta necessaria per prevenire provvedimenti futuri ancora più restrittivi, che rappresenterebbero un danno ancor più grave per tutto il settore”.

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Scuole superiori

Da lunedì 26 ottobre 2020, in tutte le scuole superiori statali e paritarie del Piemonte si dovrà alternare la didattica digitale a quella in presenza, per una quota non inferiore al 50%, nelle classi dalla seconda alla quinta.
Ogni istituto, nella sua autonomia, individuerà le misure organizzative ritenute più idonee tenuto conto dell’organico e del contesto interno.

Questo ci consentirà di garantire la priorità di mantenere le scuole sempre aperte, evitando che i ragazzi si affollino sui mezzi di trasporto, con un notevole rischio di contagio”, precisa Cirio, ricordando che “parliamo di ragazzi che hanno più di 14 anni e che, quindi, possono stare in casa anche da soli, senza creare disagio al lavoro dei genitori” e che “le scuole sono luoghi estremamente sicuri, in quanto in estate è stato fatto un lavoro enorme per ottenere questo risultato, ma le stesse condizioni di sicurezza non sono garantite dai trasporti, anche se è dal luglio scorso che le Regioni hanno chiesto al Governo di potenziarlo”.

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Le lezioni nelle scuole dell’infanzia, elementari, medie si svolgeranno invece sempre in presenza. “Si tratta di una forma educativa fondamentale e irrinunciabile -chiarisce l’assessore all’Istruzione, Elena Chiorino- Anche a chi frequenta il primo anno delle superiori verrà consentito di continuare ad apprendere con continuità il nuovo metodo di studio e di sviluppare il senso di appartenenza al gruppo tra compagni e con gli insegnanti. Se dovesse essere necessario proseguire anche più avanti nell’anno con questa modalità valuteremo una attenzione analoga anche per i ragazzi che si avvicinano alla Maturità”.

L’ordinanza -specificano dalla Regione- è frutto di un lavoro di condivisione con tutto il mondo della scuola e di stretta collaborazione tra l’Unità di Crisi e l’Ufficio scolastico regionale.

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