Piobesi, oggi riunione per dirimere il nodo “tempo pieno” alla Primaria

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Dopo la richiesta, respinta dall’Ufficio scolastico territoriale di Torino, di una sezione a 40 ore, si valutano altre ipotesi per sostituire il “tempo pieno” alla scuola primaria di Piobesi Torinese, mentre fra i genitori si inaspriscono gli animi con la divulgazione di notizie non attendibili. Oggi alle 18 una riunione aperta alle famiglie.

tempo pieno primaria Piobesi
Prosegue il confronto sulla scuola primaria di Piobesi, dopo che l’Ufficio scolastico regionale ha negato la creazione di una classe prima a tempo pieno per il prossimo anno scolastico

Acque agitate anche a Piobesi Torinese, come a Castagnole, sul tema della mancanza di una sezione a tempo pieno alla scuola primaria.

Quest’anno infatti, un gruppo di genitori con i figli che l’anno scolastico venturo frequenteranno le classi prime elementari, ha proposto una raccolta firme per sollecitare l’avvio di almeno una sezione a tempo pieno. Sono state 19 le famiglie firmatarie, circa la metà di quelle potenzialmente interessate.

La raccolta firme è stata consegnata nelle mani di Luca Gambellini, dirigente dell’Istituto comprensivo di Candiolo (a cui fa capo la scuola primaria di Piobesi) ma, nonostante la richiesta sia stata inoltrata, l’Ufficio scolastico dell’ambito territoriale di Torino non ha autorizzato alcuna classe prima a tempo pieno, non consentendo così l’ampliamento dell’organico del corpo docente, indispensabile per portare il tempo scuola a 40 ore settimanali.

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L’attuale organico assegnato alla scuola infatti, con l’orario di servizio a disposizione, non ha la possibilità di offrire più di 27 ore di lezione settimanali, suddivise in cinque mattine e due pomeriggi.

Dopo la risposta negativa dell’Ufficio scolastico territoriale -considerando la necessità concreta di un tempo scuola maggiore per le famiglie firmatarie– ulteriori incontri si sono susseguiti fra la dirigenza scolastica, rappresentati dei docenti e l’Amministrazione piobesina: sebbene quest’ultima non abbia autorità decisionale in ambito di organizzazione scolastica, si è interessata alla vicenda per agevolare una soluzione utile e condivisa al problema delle famiglie.

È quindi attualmente al vaglio -su suggerimento del dirigente Gambellini e come sta accadendo anche a Castagnole- l’ipotesi di dilatare l’attuale tempo scuola da 27 a 28 ore settimanali, distogliendo eventualmente alcune ore da compresenze o sostituzioni di docenti, almeno per una delle due sezioni delle prossime classi prime, con parziale revisione degli orari di ingresso e uscita e con copertura di 5 mattine e 4 pomeriggi.

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Oggi, venerdì 4 giugno, alle ore 18 in piazza Donatori Sangue, è prevista una riunione aperta a tutte le famiglie interessate per spiegare le diverse possibilità proposte.

È bene però sottolineare come in realtà le ore di lezioni frontali che il corpo docente, stanti le attuali risorse in organico, potrebbe fornire aumenterebbe di una sola ora, passando da 27 a 28 ore di lezione frontale -spiega l’assessore Elena Balaudo– Tutto il resto del tempo che i bambini trascorreranno in più a scuola rispetto all’orario attuale, sarà coperto dagli educatori della cooperativa già attualmente attiva durante le mense e il dopo-scuola. I costi di queste ore aggiuntive ricadranno sulle famiglie dei bimbi che ne usufruiranno”.

Su molte chat dei genitori di Piobesi intanto, in questi ultimi giorni, sono circolate le ipotesi più disparate, molte delle quali rivelatesi inattendibili dopo le dovute verifiche, che hanno però contribuito a inasprire un clima già teso: voci su docenti della scuola primaria che sarebbero pro o contro il tempo pieno (che, appunto, viene accordato o meno a livello provinciale e non locale), presunti gruppi di opposizione al progetto delle 28 ore settimanali per la difesa di interessi particolari, proposte di ammutinamenti collettivi dalle prossime iscrizioni dei bambini se non verranno fornite garanzie (al momento di fatto impossibili) sull’ampliamento delle ore di lezione.

La riunione di oggi potrebbe quindi rappresentare la giusta occasione per trovare la migliore soluzione concreta e condivisa fra reali possibilità dell’istituzione scolastica e le esigenze dei genitori.

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