Nei giorni scorsi è stato consegnato alla casa di riposo Villa Loreto di Moretta il nuovo elettrocardiografo, che consentirà di monitorare i pazienti “a distanza”.

Il salone della casa di riposo Villa Loreto di Moretta ha ospitato nei giorni scorsi la consegna del nuovo elettrocardiografo portatile destinato al progetto pilota di telecardiologia, promosso dall’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte.
L’iniziativa punta a portare le prestazioni cardiologiche “a distanza” nelle Rsa, riducendo trasferimenti e disagi per pazienti fragili e anziani. Il tracciato elettrocardiografico sarà inviato in tempo reale al reparto di Cardiologia dell’ospedale Santissima Annunziata di Savigliano.
«Attraverso una piattaforma digitale dedicata –racconta il direttore del dipartimento di Cardiologia, Michele Debenedictis– il cardiologo potrà ricevere i dati clinici, refertare e restituire rapidamente l’esito alla struttura. Un sistema pensato non per le emergenze, ma per il monitoraggio di pazienti cronici o fragili, che oggi rappresentano una quota significativa degli accessi: solo nel 2025, come evidenziato dai dati sanitari, si contano 4.365 elettrocardiogrammi ad accesso diretto nell’ospedale di Savigliano».
Il progetto nasca dalla necessità di rispondere alla fragilità dei pazienti. Molti assumono terapie che richiedono monitoraggi costanti: oggi circa il 7% degli accessi potrebbe essere evitato, se intercettato con strumenti di prossimità.
«In concreto –ha spiegato il sindaco di Moretta Gianni Gatti– potremo evitare spostamenti spesso pesanti per gli anziani della struttura e per i cittadini fragili di Moretta e del territorio. Questo progetto è nato dalla rete di contatti istituzionali con la consigliera regionale Federica Barbero e dalla collaborazione territoriale. Con l’associazione “Fai entrare il sole nelle case di riposo” di Mario Gadaleta, grazie ad una raccolta fondi, lo strumento è stato acquistato dai morettesi per i morettesi».
Sulla stessa linea il direttore generale dell’Asl Cn1, Giuseppe Guerra: «Questa è
sanità “del futuro” che funziona: avvicinare i servizi alla popolazione e trovare nuovi
meccanismi di incontro tra domanda e offerta sanitaria».
















































