Piemonte, nuovamente sospesi i ricoveri no Covid e gli ambulatori

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La Regione Piemonte, per effetto della terza ondata Covid-19, ha nuovamente sospeso tutti i ricoveri non legati al Coronavirus e le attività ambulatoriali, chiedendo alle Asl di aumentare i posti letto in terapia intensiva.

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Nuovamente sospesi i ricoveri non urgenti e le attività ambulatoriali in tutti gli ospedali del Piemonte, a causa dell’aggravarsi della crisi Covid

A causa dell’aggravarsi della pandemia e della necessità di ulteriori misure per garantire sufficienti posti letto a disposizione dei pazienti affetti dal Coronavirus, l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha dato disposizione a tutte le aziende sanitarie del Piemonte di sospendere temporaneamente i ricoveri no Covid, escluse le urgenze, i ricoveri oncologici e quelli in cosiddetta fascia “A”, cioè da effettuare entro 30 giorni.

Differite anche tutte le attività ambulatoriali, ad eccezione di quelle contrassegnate con codice “U” (urgenti, da garantire entro 72 ore) e “B”, da assicurare entro i entro 10 giorni. Esclusi dal provvedimento anche gli screening oncologici.

In questo modo, si punta a raddoppiare i posti letto dedicati al Covid in Piemonte, passando da 2.201 (20% del totale disponibile) a 4.403, come previsto dal piano pandemico.

Covid: l’ospedale San Lorenzo di Carmagnola torna “al completo”

I dati di oggi -12 marzo- relativi agli ospedali dell’Asl TO5 sono i seguenti:

  • San Lorenzo di Carmagnola: 118 posti letto Covid occupati su 121 disponibili
  • Maggiore di Chieri: 32 posti letto Covid occupati su 42
  • Santa Croce di Moncalieri: 19 posti letto occupati su 20
  • Terapia intensiva: occupati 14 posti letto su 14 disponibili

Dalla Regione sottolineano che si tratta di misure prese per allentare la pressione sulla rete ospedaliera, nella corretta applicazione del piano pandemico.

Non vuol dire che siamo in affanno, visto che abbiamo ancora ampi margini di manovra sulla riorganizzazione delle nostre strutture in caso di peggioramento della situazione, ma occorre agire in considerazione dell’evolversi dell’epidemia -dichiara dottor Emilpaolo Manno, coordinatore dell’area sanitaria dell’Unità di Crisi- Quanto alle prestazioni ordinarie procrastinate, queste verranno riprogrammate appena possibile e in ogni caso le urgenze, le patologie oncologiche e i percorsi nascita saranno tutelati come sempre. Inoltre, abbiamo raccomandato alle aziende che si cerchi il più possibile di sviluppare la gestione dei pazienti Covid a domicilio“.

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