Nuovo piano regolatore di Carmagnola: via libera al primo progetto

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Approvato dal Consiglio comunale, con astensione del centrosinistra, il progetto preliminare del nuovo piano regolatore di Carmagnola. Pampaloni: «cura del territorio, riqualificazione edilizia e sviluppo sostenibile sono le parole-chiave».

Nuovo piano regolatore di Carmagnola
La presentazione del nuovo piano regolatore di Carmagnola al Consiglio comunale da parte dell’architetto Gambino

Il Consiglio comunale di Carmagnola ha dato il proprio “via libera” al progetto preliminare di variante generale per il nuovo Piano regolatore cittadino, con i voti favorevoli della Maggioranza e l’astensione dei tre consiglieri di minoranza presenti.

«Sarà un percorso ancora lungo, ma abbiamo fatto un primo, fondamentale passo, che ha richiesto sei anni di lavoro -dichiara, soddisfatto, l’assessore all’urbanistica, Massimiliano Pampaloni La procedura prevede ora diversi altri passaggi tecnici e politici, nonché ulteriori spazi di confronto con i cittadini: già solo per questa prima fase, comunque, abbiamo ricevuto e preso in analisi oltre duecento segnalazioni e richieste».

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Il nuovo Piano andrà a sostituire quello in vigore, risalente al 1997. «Le esigenze della città sono mutate e serve uno strumento adeguato ai tempi, più razionale e meno espansionistico per quanto riguarda le aree residenziali -aggiunge Pampaloni- Si è invece pressoché esaurita la capacità per quanto riguarda la parte produttiva, mentre abbiamo tante aziende che chiedono di ampliarsi, anche per adeguarsi alle nuove norme di sicurezza, e sarebbe assurdo porre loro degli ostacoli burocratici».

L’assessore ha quindi sottolineato alcuni aspetti del progetto, a partire da una percentuale di consumo di suolo pari alla metà di quanto previsto dai limiti di legge: «la cura del territorio, la riqualificazione edilizia e lo sviluppo sostenibile saranno la guida, come peraltro avevamo promesso nel programma elettorale».

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I tecnici, per bocca dell’architetto Raffaella Gambino, hanno illustrato nel dettaglio ai consiglieri i vari aspetti della proposta di nuovo Piano regolatore, parlando di una città “da rigenerare”, partendo dalla zona della stazione, dall’area produttiva nei pressi di via Poirino e dintorni (e della futura tangenziale) nonché dalle borgate storiche, in particolare Salsasio, San Bernardo e San Michele.

Il progetto prevede comunque un’importante crescita di popolazione, stimata in circa 4200 nuovi carmagnolesi -pari al +14,4%- di cui sette su dieci andranno a vivere in aree trasformate o recuperate. Il tutto, mantenendo l’attuale rapporto di 36 metri quadri ad abitante dedicati a spazzi pubblici (verde, ciclabili, sport, parcheggi, ecc.).

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Nei rispettivi interventi in Aula, diversi altri esponenti della Giunta Gaveglio hanno quindi evidenziato gli aspetti relativi alle loro deleghe. Il vicesindaco Alessandro Cammarata ha messo in luce «l’ampia rete di mobilità dolce» e «il progressivo declassamento a strade urbane, con zone 30 e Ztl, di via Torino e via del Porto», con la nascita di “piccoli boschi di quartiere”.

L’assessore Domenico La Mura ha sottolineato «la valorizzazione del commercio, a partire dal centro e da via Torino» mentre per Roberto Gerbino «questo Piano conferma il ruolo rilevante dell’agricoltura sul territorio di Carmagnola».

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Pressoché nullo il dibattito tra i consiglieri, con il capogruppo FdI Lorenzo Stella che ha parlato di «momento storico per la città», mentre il centro-sinistra si è espresso per bocca del capogruppo Teresio Bosco (Carmagnola Civica): «In generale diamo un giudizio positivo, anche se abbiamo per ora scelto di astenerci perché ci sono alcuni aspetti che vorremmo approfondire nei successivi passaggi -ha affermato- Sul consumo di suolo si sarebbe potuto osare di più, così come è una scommessa pensare a oltre quattromila nuovi abitanti, in un periodo come questo. Abbiamo qualche perplessità anche in merito alla viabilità, non per carenza progettuale ma perché tutto il Piano si sviluppa intorno a un’infrastruttura, la tangenziale, che non si sa per quanto non avremo ancora».

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