Piemonte zona rossa, torna il lockdown: ecco cosa cambia

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Il Piemonte torna in zona rossa, con un nuovo lockdown per arginare i contagi Covid. Ecco cosa cambia, in parte già da sabato 13 marzo sulla base del decreto del presidente Cirio.

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Con il Piemonte in zona rossa chiudono tutti i negozi, tranne quelli che forniscono servizi essenziali come alimentari, farmacie, ecc. [immagine di repertorio – Carmagnola ai tempi del lockdown 2020]
Da lunedì il Piemonte torna a essere zona rossa -visti i dati relativi ai contagi da Covid-19 e con l’obiettivo di contenere la diffusione del Coronavirus- ma un provvedimento del presidente Alberto Cirio, emanato in attesa che entri in vigore l’ordinanza del Ministero della Salute, anticipa già al weekend alcune restrizioni.

Come già sperimentato a novembre, e poi tra Natale e inizio gennaio, si tratta di una sorta di nuovo lockdown: chiudono tutte le attività commerciali non essenziali, gli spostamenti sono concessi solo per necessità di lavoro, urgenza o necessità.

La zona rossa in Piemonte durerà per almeno 15 giorni, dopodiché potrà essere confermata o alleggerita sulla base dell’andamento della situazione epidemiologica regionale.

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Piemonte zona rossa, cosa cambia

Ai mercati ambulanti (a partire dalle 18 di sabato 13 marzo) saranno ammessi solamente i banchi che vendono generi alimentari, prodotti agricoli o floro-vivaistici.

Da lunedì, con il cambio di fascia ufficiale, saranno quindi chiusi i negozi, fatta eccezione per la vendita di generi alimentari e di prima necessità (qui l’elenco completo). Restano aperte -ad esempio- le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie così come le lavanderie.

Vale sempre anche la regola, già in vigore, secondo la quale può accedere al punto vendita un solo componente per famiglia, salvo la presenza di minori, disabili o anziani.

Chiudono barbieri, parrucchieri e centri estetici, al pari di cinema, teatri, palestre e piscine, che non riaprono ancora.

Ferme le attività in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, dagli asili alle università, con ricorso alla didattica a distanza, salvo che per alunni con disabilità o bisogni educativi speciali.

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Sono sospese tutte le attività sportive, anche individuali e all’aperto, tranne che per gli agonisti impegnati in competizioni nazionali riconosciute “di rilevanza nazionale”.

Chiuse anche le aree attrezzate per gioco e sport (come parchi gioco con scivoli e altalene, campi di basket, aree skate, ecc.) presenti in aree pubbliche e all’interno di parchi, ville e giardini pubblici.

In zona rossa è vietato uscire di casa se non per necessità, salute o lavoro: chi si sposta, anche all’interno del proprio Comune, deve avere con sè l’autocertificazione e provare la ragione del suo spostamento.

Viene sospesa la possibilità di recarsi in visita da parenti o amici una volta al giorno; vietato uscire dal Comune di residenza o domicilio, salvo che per comprovate ragioni.

In base all’ordinanza del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, è introdotto anche il divieto esplicito anche di recarsi nelle cosiddette “seconde case” (abitazioni diverse dalla principale), salvo gravi situazioni di necessità. La norma è valida già da questo weekend.

Resta infine sempre in vigore il cosiddetto “coprifuoco“, ovvero il divieto di spostamenti tra le 22 e le 5 se non giustificati da necessità lavorative urgenti, di salute o necessità, presentando apposita autocertificazione.

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Piemonte zona rossa, cosa resta consentito

In zona rossa si può uscire di casa solo per andare a fare la spesa, portare fuori il cane o buttare la spazzatura, oppure praticare attività motoria nei pressi dell’abitazione o raggiungere il luogo di culto più vicino.

Le funzioni religiose si possono infatti continuare a svolgere, purché nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo con le rispettive confessioni (e relative limitazioni, innanzitutto per quanto riguarda il numero di persone presenti).

Le passeggiate sono ammesse, in quanto attività motoria, ma esclusivamente in prossimità della propria abitazione. È obbligatorio rispettare la distanza di almeno un metro da ogni altra persona e indossare dispositivi di protezione individuale. Sono sempre vietati gli assembramenti.

Oltre alle attività commerciali autorizzate a restare aperte, resta la possibilità di consegna a domicilio senza limiti di orario, innanzitutto per ristoranti e bar, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. L’asporto è consentito fino alle 22 (entro le 18 per bar e assimilati), ma viene sconsigliato.

Resta sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Rimangono poi in vigore le varie eccezioni già applicate nei mesi scorsi, come l’assistenza a persone anziane non autosufficienti o l’assistenza agli animali. Si può andare in auto con persone non conviventi, solo se strettamente necessario, indossando tutti la mascherina, con una sola persona per ogni fila di sedili.

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