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Regione Piemonte: procedure semplificate per l’obbligo di vaccinazione

Gli assessori alla Sanità e all’Istruzione, Antonio Saitta e Gianna Pentenero, hanno presentato lo scorso 20 luglio le modalità scelte dalla Regione per applicare il decreto legge sull’obbligo di vaccinazione, in fase di conversione in Parlamento.

da sx Demicheli (vicedirettore Sanità regionale), Pentenero, Saitta, Avetta (presidente Anci)

Con l’obiettivo di semplificare le procedure, è stato deciso che saranno direttamente le aziende sanitarie ad inviare alle famiglie non in regola con gli obblighi vaccinali una lettera contenente la prenotazione delle sedute di recupero, la data e l’ora della convocazione. La stessa lettera, che sarà ricevuta in duplice copia entro il 31 agosto, servirà anche come attestato da presentare a scuola entro il 10 settembre; firmandola si esprimerà la volontà di aderire all’invito dell’Asl.
Invece, i genitori i cui figli sono in regola con le vaccinazioni previste per la loro età non riceveranno nessuna comunicazione dall’Asl e dovranno compilare un’autocertificazione (scarica il modulo) da consegnare a scuola entro il 10 settembre. Entrambe le autocertificazioni sono documenti idonei per l’ammissione a scuola e pertanto non sarà necessario richiedere certificati di vaccinazione. Sarà cura dell’Asl la puntuale verifica.
La collaborazione di Uffici scolastici territoriali, Comuni ed Asl consentirà di organizzare incontri per informare e sensibilizzare gli operatori. La Regione metterà anche a disposizione il numero verde 800.333.444. Il processo di raccolta delle lettere delle famiglie, di verifica del rispetto della normativa e di vaccinazione sarà graduale, con un anno di tempo per completarlo.
Intendiamo rassicurare le famiglie – ha dichiarato Saitta – che disagi e difficoltà saranno ridotti al minimo. Con il metodo della lettera andiamo oltre la norma nazionale per semplificare il più possibile le procedure ed applicare l’obbligatorietà vaccinale entro l’inizio del nuovo anno scolastico”.
Stiamo avviando un percorso importante e delicato – ha proseguito Penteneroe abbiamo voluto trovare la procedura più semplice per dar corso al decreto impegnandoci a ridurre al minimo l’impatto sulle scuole e, per questo, stiamo collaborando attivamente con l’Ufficio scolastico regionale. Nel processo saranno coinvolte anche le agenzie formative, perché le vaccinazioni riguardano i ragazzi nella fase dell’obbligo scolastico”.
L’assessore Saitta ha quindi sostenuto che “la vaccinazione è un dovere nei confronti dei più deboli. Siamo contrari al federalismo vaccinale perché le epidemie non hanno confini né amministrativi né regionali, quindi che ci sia un testo unico a livello nazionale è un vantaggio importante. Complessivamente, nel passaggio dal Governo al Senato c’è stato un miglioramento del testo, soprattutto sulle procedure che consentono alle Regioni di diluire nel tempo l’applicazione della normativa evitando di creare problemi alle famiglie e permettendo alla sanità regionale di organizzarsi al meglio. Un altro grande risultato, che avevano proposto le Regioni, è l’introduzione dell’obbligo dell’anagrafe vaccinale nazionale, che consente di monitorare eventuali epidemie e di intervenire dove ci sono i focolai”.
La Regione stima che siano circa 61.000 i bambini e ragazzi piemontesi, dal nido alla scuola dell’obbligo, da convocare per circa 225.000 sedute vaccinali con precedenza ai bimbi di nidi e materne e al vaccino per il morbillo. È infatti questo, insieme a parotite e rosolia, quello con la percentuale di copertura più bassa, il 91,06% contro una media dal 94 a oltre il 95% delle altre vaccinazioni. Percentuali comunque superiori alla media nazionale che fanno del Piemonte uno dei territori con la maggiore copertura. Secondo la recente normativa, i bambini nati dal 2012 al 2017 non in regola con le vaccinazioni obbligatorie non possono essere ammessi alle scuole dell’infanzia (asili nido e scuole materne), mentre i ragazzi da 6 a 16 anni (nati dal 2001 al 2011) non vaccinati possono frequentare la scuola dell’obbligo, ma i genitori o i tutori legali sono passibili di sanzioni pecuniarie.

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