Ospedale e Pronto Soccorso di Carmagnola, è possibile la riapertura anticipata?

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E’ possibile una riapertura anticipata dell’ospedale San Lorenzo di Carmagnola, riattivando anche il Pronto Soccorso? L’Unità di Crisi della Regione ha autorizzato ufficialmente il ritorno alla normalità nei Covid Hospital e i numeri dei ricoveri sono bassi.

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Carmagnola e il suo territorio possono sperare nella riapertura anticipata dei servizi ordinari dell’ospedale San Lorenzo, incluse sale operatorie e Pronto Soccorso h24? [immagine di repertorio]
L’ospedale San Lorenzo di Carmagnola può sperare nella riapertura anticipata dei reparti ordinari, inclusa la riattivazione del Pronto Soccorso?

I dati relativi al contagio (sempre in calo) e il recentissimo “via libera” a livello regionale da parte dell’Unità di Crisi anti-Covid per quanto riguarda i Covid Hospital, uniti al pressing del sindaco Ivana Gaveglio sull’Asl TO5 nelle scorse settimane, fanno ipotizzare l’eventualità di un ritorno alla normalità prima di fine estate.

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In occasione della visita del presidente Cirio al nostro centro vaccinale, ho avuto modo di parlare con il neo direttore generale Angelo Pescarmona, ricordandogli che lo scorso anno la riapertura era avvenuta il 1° luglio -ha dichiarato Gaveglio in Consiglio comunale, in risposta a un’interpellanza del PDMi è stato confermato che la volontà è quella di riaprire prima possibile il Pronto Soccorso h24, compatibilmente con la pressione sui reparti Covid e alle somministrazioni dei vaccini, che stanno impegnando il personale sanitario“.

Al momento, la data di completa riapertura del San Lorenzo resta confermata per l’ultima settimana di agosto. “A metà luglio, nel corso della prossima Assemblea dei Sindaci, verrà illustrata nel dettaglio la ripresa dei servizi da parte di Pescarmona“, ha specificato Gaveglio.

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Ma –novità delle ultime ore, post Consiglio- la Regione nel frattempo ha annunciato ufficialmente il graduale ritorno all’attività ordinaria dei Covid Hospital. E qualche struttura, ad esempio nel Cuneese, ha anticipato la tabella di marcia della riapertura.

I direttori generali delle aziende sanitarie regionali hanno ricevuto dall’Unità di Crisi della Regione una circolare che autorizza la riconversione di tutti i Covid Hospital affinché possano ritornare alla loro attività ordinaria, con la conseguente riapertura anche dei Pronto Soccorso e i Punti di primo intervento ancora chiusi -si legge nel comunicato ufficiale regionale- L’operazione va condotta garantendo la netta separazione dei percorsi Covid e no-Covid, così come è avvenuto negli ospedali che hanno mantenuto per tutto il periodo dell’epidemia entrambe le funzioni“.

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La motivazione del provvedimento, secondo l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi, è dovuta al fatto che “l’andamento epidemiologico e la sensibile riduzione dei ricoveri Covid permettono finalmente di tornare alla piena operatività sul fronte dell’offerta sanitaria per le patologie diverse”.

La Regione Piemonte sottolinea infine che la riconversione “avverrà nei tempi tecnici strettamente necessari, individuando le risorse umane adeguate“.

Possibile, quindi, una riapertura anticipata? La scelta parrebbe sempre più giustificata anche dai numeri: secondo l’ultimo rilevamento comunicato dall’Azienda Sanitaria, infatti, a Carmagnola risultano occupati meno di trenta posti letto Covid, su un ospedale dalla capacità di oltre 120 a pieno regime.

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Di fronte al Consiglio comunale, inoltre, il sindaco ha anche sottolineato di aver messo in evidenza al neo-direttore Asl alcune criticità, come la chiusura di alcuni laboratori presenti all’interno del Distretto Sanitario e i disservizi creati dal CUP, il centro unico di prenotazione, a oggi accentrato in ospedale, con code e lamentele da parte degli utenti.

Gaveglio ha infine annunciato che l’inizio dei lavori per il nuovo reparto di terapia intensiva, con otto posti letto, dovrebbe avvenire in autunno. “Nel frattempo, il nostro ospedale si è rafforzato, grazie alle terapie sub-intensive e i nuovi laboratori di farmacia ospedaliera a servizio di tutta l’Asl“, ha ricordato.

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