Gli studenti di Ceresole premiati a Roma per un progetto sulla legalità

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Gli studenti della scuola media Giovanni Arpino di Ceresole d’Alba si sono recati a Roma per partecipare alla cerimonia di premiazione del “Concorso sulla legalità e sull’orgoglio di combattere ogni forma di violenza”. 

Gli studenti ceresolesi vincitori del concorso in visita a Roma

Due classi seconde della scuola media Giovanni Arpino di Ceresole d’Alba hanno partecipato e vinto il “Concorso sulla legalità e sull’orgoglio di combattere ogni forma di violenza” recandosi a Romaper partecipare alla cerimonia di premiazione.

Il progetto, dedicato alla memoria dell’Agente scelto della polizia penitenziaria Giuseppe Montalto, è stato promosso dall’Assessora Elena Chiorino, dalla Regione Piemonte, Assessorato all’Istruzione e Merito, Lavoro, Formazione e Diritto allo Studio, in collaborazione con il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e con il patrocinio del Ministero di Giustizia.

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La premiazione è avvenuta nella Scuola Formazione e Aggiornamento Personale Penitenziario “Giovanni Falcone” di Roma e ha visto la dirigente Anna Giordana e le alunne Irene Darchini e Sara Mirkova, in rappresentanza delle classi seconde, ricevere il riconoscimento di merito da parte del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove.

Il convegno ha anche visto l’approfondimento della figura del magistrato Giovanni Falcone, la presentazione dei diversi ambiti operativi della polizia penitenziaria e la messa in scena dello spettacolo teatrale “Per questo”, tratto dal libro di Luigi Garlando “Per questo mi chiamo Giovanni” di Eleonora Frida Mino.

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Gli studenti hanno hanno avuto la possibilità di partecipare attivamente a diversi laboratori pratici: hanno usato metal detector e jammer con il Gruppo Operativo Mobile, hanno studiato una scena del crimine con il Nucleo investigativo centrale seguendo le fasi di processazione del DNA con il Laboratorio centrale banca dati nazionale del DNA e sperimentato l’adrenalina delle auto di scorta dell’Ufficio per la sicurezza personale e per la vigilanza. Con il capo coordinatore Gianni Capparella i ragazzi hanno anche visitato la TECA Falcone, contenente l’autovettura in cui il giudice viaggiava il giorno dell’attentato di Capaci.

“La nostra scuola si trova nel paese di Ceresole d’Alba, un luogo che è legato alla storia personale di Bruno Caccia, un grande esempio di “uomo della Legalità”, che fu Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino, dove lottò contro ogni forma di associazione criminale e mafiosa e che per questo perse la vita in un agguato il 26 giugno 1983. Nel cimitero del nostro paese Bruno Caccia riposa accanto alla moglie Franca. Abbiamo scelto di presentare un ritratto più intimo del magistrato, partendo dalle parole di un articolo scritto dalla figlia, Paola Caccia, che ci racconta del legame speciale di suo padre con il paese di Ceresole, dove amava trascorrere lunghi periodi di pace nella grande casa di famiglia -raccontano gli alunni premiati- Tutte le fasi di lavoro del progetto sono state svolte da noi ragazzi: la scelta dei nuclei narrativi, la stop motion, le riprese video e audio, il montaggio. Abbiamo colorato delle fotografie d’epoca di Ceresole e le abbiamo rese vive con i nostri pastelli per dare voce a una storia che da personale diventa memoria collettiva. Questo è il nostro lavoro su Bruno Caccia detto L’avocat.” 

L’Amministrazione comunale ringrazia le insegnanti Valentina Brizio, Lucia Palmisano, Silvia Perria e la dirigente Anna Giordana dell’Istituto Arpino per la passione con la quale hanno guidato gli studenti e le studentesse in questa opera meritoria di tramandare la memoria tra le generazioni. 

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